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12:54 sabato 25 luglio 2026
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

In Islanda una persona su dieci scrive (e pubblica) libri

14 Ottobre 2013

«Ad ganga med bok I maganum».
Lo dice anche la tradizione popolare islandese: tutti danno vita a un libro. E pare proprio vero in Islanda, visto che un abitante su dieci ha pubblicato o pubblica più o meno regolarmente libri. Un mercato librario rigoglioso per un paese che conta 300 mila abitanti (di cui 200 mila situati nella capitale Reykjavík e dintorni).

Tra i generi letterari più in voga ci sono le saghe, racconti storici sul passato della nazione e i primi insediamenti normanni risalenti al XIX secolo. «Siamo una nazione di cantastorie», ha spiegato Solvi Bjorn Siggurdsson, romanziere, alla Bbc, «quando è buio e fa fraddo non ci rimane altro da fare. Siamo sempre stati circondati dalle storie, […] la letteratura ha contribuito a formare la nostra identità nazionale». Un altro genere in auge è il giallo, in pieno stile nordico.

L’incredibile percentuale di “scrittori” pro capite porta a incontri bizzarri, come quello con la scrittrice Kristin Eirikskdottir, i cui genitori sono a loro volta scrittori a tempo pieno e quindi «pubblichiamo ad anni alterni in modo da non farci troppa competizione». Una lunga tradizione sopravvissuta alla crisi economica (kreppa) del 2008 e quella del 2010, quando il paese si trovò “isolato” a causa di una nube di polvere vulcanica; una chiamata alle armi artistica, secondo Hallgrimur Helgason, artista e scrittore locale, che ha aperto anche una vena polemica e politica nella letteratura islandese.

E se il mercato librario d’Islanda è così florido normalmente, aspettate qualche settimana per il picco annuale, il cosiddetto jolabokaflod (l’invasione dei libri di Natale).

Ma cosa c’è alla base di questo fenomeno (a parte un grado d’alfabetizzazione altissimo)? La presenza di grandi firme molto legate alla tradizione e allo stesso tempo aperte al fantasy e un paese fatto di vulcani, geyser e ghiaccio che sembra creato apposta per fungere da scenografia per storie e racconti. Non è poi un caso che sia JRR Tolkien che Seamus Heaney avessero usato l’Islanda come fonte d’ispirazione.

Immagine: via

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