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La moratoria sulle modifiche al genoma umano

Quattro importanti istituzioni scientifiche — due americane, una cinese e una britannica — hanno chiesto una moratoria sulle modifiche profonde del genoma umano, e più precisamente su quelle caratteristiche che potrebbero essere ereditarie.

La National Academy of Sciences, la prestigiosa accademia statunitense per la ricerca scientifica, ha convocato a Washington per un vertice sul tema l’Institute of Medicine (altro ente americano) l’Accademia cinese per le scienze e la Royal Society di Londra. Giovedì le quattro istituzioni hanno dichiarato di comune accordo che in questa fase sarebbe «irresponsabile procedere» con modifiche del genoma umano che potrebbero essere trasmesse alla prole. L’appello non ha valore legale, ma «l’autorità morale» di quattro istituti, nota il New York Times, rende «molto probabile» che l’appello «venga recepito in molti Paesi, se non tutti».

Per “editing” del genoma, si intende la pratica di modificare i geni, in animali o vegetali. La ricerca sull’editing del genoma umano si sta concentrando sul trovare il modo di modificare alcuni geni che causano malattie o predisposizione al cancro, intervenendo direttamente sul DNA con molecole capaci di eliminare le mutazioni nocive, spiega questo video del Wall Street Journal:

L’editing genetico è insomma diverso dalla cosiddetta gene therapy, prassi già accettata che interviene sui singoli tessuti del paziente.

A preoccupare gli scienziati dei quattro istituti riuniti a Washington non è tanto l’idea di modificare il Dna umano per combattere gravi malattie, quanto l’idea che queste modifiche possano essere ereditarie, finendo per causare la modifica del genoma non solo di un paziente ma anche dei suoi discendenti, con risultati a lungo termine difficilmente prevedibili: «La domanda importante è quando, e se, vogliamo usare l’editing dei geni per cambiare l’eredità umana», ha detto al Nyt David Baltimore, ex presidente del CalTech.

 

 

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