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10:59 martedì 11 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Cosa ci dice il voto regionale, al di là dei facili allarmismi sull’astensione

La bassa affluenza è una notizia a metà. Le questioni vere sono tre: il Pd di Renzi che continua a vincere; il M5S che convince sempre meno gli ultras dell'antipolitica; la Lega che mette in difficoltà Berlusconi.

24 Novembre 2014

Si è scritto molto e si è molto ricamato in queste ore intorno a un dato di questa piccola tornata elettorale che coincide con il valore registrato in Calabria e in Emilia Romagna dell’astensionismo. L’accento con cui si pone attenzione sul numero di elettori che hanno votato i candidati di Emilia Romagna e Calabria è più o meno proporzionale all’antipatia che ogni commentatore e ogni politico ha nei confronti di Renzi ed è evidente che più è forte l’antipatia per il premier più è marcato l’accento che viene dato al tema dell’astensionismo.

Il crollo degli elettori registrato nel fine settimana (37,7% contro il 68,1 delle elezioni precedenti e contro il 70% delle europee, in Emilia Romagna; 43,8% degli aventi diritto, contro il 59 del 2010 e con il 45,8% delle europee, in Calabria) è un dato di fatto su cui riflettere ma la cui gravità è obbiettivamente relativa se si considera che oltre al calo dell’appeal del brand della rottamazione ci sono altre attenuanti mica male: elettori sfiancati dall’idea di dover votare in una regione i cui precedenti governatori sono caduti per condanne; candidati politicamente molto grigi; e competizione elettorale semplicemente inesistente.

Il calo c’è ma da qui a considerare questo valore persino più importante dell’esito elettorale in sé ce ne vuole. Esito elettorale che ci dice invece che il Pd di Renzi vince anche queste elezioni, conquista un’altra regione governata fino a qualche settimana fa dal centrodestra, porta a quattro su quattro le regioni sottratte al centrodestra nel giro di dieci mesi, lascia a piedi il Movimento 5 stelle, fa registrare la totale irrilevanza del Nuovo Centrodestra, segna un significativo passo in avanti della Lega di Salvini e fa registrare un passo indietro del centrodestra di Berlusconi.

La ciccia dunque è questa ma attorno al risultato locale esistono delle piccole considerazioni che si possono fare anche a livello nazionale. La prima considerazione riguarda Renzi: la vittoria c’è, ed è quello che conta; l’astensionismo finché riguarda tutti i partiti non è un grande problema per lui; l’ascesa di Salvini nel breve termine non può che essere un vantaggio per Renzi, considerando che Salvini i voti li ruba proprio agli avversari del segretario Pd (5 stelle e Forza Italia); le pessime performance degli avversari sono una delle ragioni per cui gli avversari di Renzi hanno tutto l’interesse a non andare a votare; il controllo dei livelli istituzionali regionali comporterà anche una maggiore presenza del Pd nei grandi elettori per le votazioni del Presidente della Repubblica; e ha ragione Luca Sofri quando dice che in democrazia, quando la gente è molto incazzata, di solito si va a votare .

La seconda considerazione riguarda invece il Movimento 5 stelle e qui la questione è persino più semplice, e il messaggio inviato dagli elettori al movimento sia in Emilia Romagna sia in Calabria è simile a quello ricevuto qualche giorno fa da Paola Taverna a Tor Sapienza: noi elettori che disprezziamo la politica, i politici nun li volemo, non li votiamo, proprio non ci interessano, e possono essere anche i più anti renziani del mondo ma stando dentro il perimetro della politica sono politici come tutti gli altri e dunque a noi non ci piacciono. L’Emilia Romagna, in particolare, regione nella quale il movimento 5 stelle è nato ed è maturato, era potenzialmente un palcoscenico sul quale i grillini avrebbero potuto mostrare la propria forza, visto e considerando che il precedente governatore non solo era del Pd (il regime!) ma è caduto dopo essere stato condannato (vergogna!), e invece Grillo considera uno straordinario successo del movimento aver aumentato di circa 30 mila i voti ottenuti nel 2010 e di aver portato da 2 a 5 i consiglieri presenti in regione (#vinciamopoi?).

Il terzo ragionamento riguarda invece la performance della Lega e più in generale del centrodestra. In termini assoluti, la Lega ha perso 55 mila voti rispetto al 2010 ma considerando i voti ottenuti alle Europee di pochi mesi fa (116 mila) e considerando le politiche di un anno fa (69 mila) Salvini ha fatto raddoppiare i consensi nel primo caso (233 mila voti, 19,4) e li ha fatti triplicare rispetto al 2013. Arrivando, come è noto, persino a doppiare Forza Italia (19,4 contro 8,4). La tentazione di Forza Italia, oggi più che mai, potrebbe essere quella di spostare le proprie truppe nel campo dell’anti renzismo chiodato, magari per “non farsi rubare voti da Salvini” ma anche qui il presidente del Consiglio tiene per gli attributi Forza Italia: e fino a quando non si sarà concluso il percorso che porterà al dopo Napolitano non ci potrà essere nessun movimento sostanziale in Forza Italia fuori dal perimetro del Patto del Nazareno (poi si vedrà).

Le cose dunque sono meno complicate di quello che appare e in fondo una vittoria è una vittoria anche se chi ha contribuito al raggiungimento di quella vittoria rappresenta un bacino più piccolo di quello dell’ultima volta. L’astensionismo, di per sé, è una notizia a metà. Se c’è un dato che dovrebbe preoccupare Renzi, semmai, è che da qui a pochi mesi potrebbero esserci pochi renziani puri alla guida delle regioni controllate dal Pd. Il resto sono chiacchiere. Renzi ha vinto. Il Pd ha percentuali bulgare. E se c’è un partito tra tutti che oggi è più credibile nel dire “occhio, se le cose non vanno per un certo verso noi andiamo a votare” quel partito si chiama Pd.

Foto Getty Images

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