Il numero 8 di Studio
21/05/2012 Articoli

Il numero 8 di Studio

Ecco cosa trovate nella rivista appena uscita: le firme, le storie, le interviste, le fotografie e le recensioni

di Redazione Stampa

E’ in edicola in tutta Italia da sabato il nuovo numero di Studio, l’ottavo.
Oltre alla storia di copertina dedicata a Massimilano Gioni, il più giovane direttore della Biennale d’arte di Venezia di sempre, di cui abbiamo parlato qui, il resto del numero è bello pieno di storie interessanti.

La sezione dei dispacci iniziali è affidata, ormai come consuetudine, alle penne di Gianni Riotta – che ammonisce sui pericoli del populismo nel derby infinito fra crescita e rigore, Marco Ferrante - che ci porta all’interno del pamphlet-intervista in cui Romiti svela particolari sui suoi anni ai vertici del capitalismo italiano, e da Claudio Cerasa, il quale prova a dipingere uno scenario futuro per la malconcia Lega Nord.

Ricca anche la sezione Altre Storie: la apre un lungo dossier su Torino a firma del nostro Cesare Alemanni, il quale tenta una ricostruzione a più voci del lungo percorso che ha trasformato la capitale sabauda da città industriale a quello che è oggi, una delle realtà nazionali più interessanti nel bene e nel male. A contorno, per rimanere in tema Piemonte, un affresco storico dei Bruni Tedeschi, la famiglia di Carla Bruni, dipinto da una firma storica di StudioMichele Masneri.
Si continua col racconto di Daniele Raineri della grande truffa della prima banca privata afgana, la Kabul Bank, storia emblematica delle contraddizioni di quell’area del mondo. Racconto illustrato da foto esclusive scattate embedded in Afghanistan con l’esercito polacco.
E poi ancora molto altro: il punto della situazione sull’uso dei Droni nella guerra contemporanea di Pietro Minto;  i due giorni passati da Anna Momigliano con la redazione del settimanale Internazionale; le considerazioni di Francesco Pacifico sulla bella trilogia di documentari sul design di Huswitt; Marilisa Palumbo ci porta nell’incredibile mondo di Stephen Colbert e Jon Stewart; Bari, Bergamo e il romanzo del calcioscommesse raccontato da Davide Coppo; start-up e idee nel’incontro fra Alessio Signorini e Fabio Guarnaccia; l’intervista esclusiva di Manuela Ravasio per Studio ai nuovi designer americani e molto “cool” di Kenzo.

Dopo la sezione moda, affidata come sempre a Rossana Passalacqua e Tanya Jones, presentiamo, con un pezzo del regista Stefano Pistolini, il documentario che abbiamo allegato a questo numero (che vi abbiamo già presentato qui): “Hitch in Washington”.

Il numero si chiude con la consueta sezione delle rubriche finali affidate ad alcune firme note di Studio, come Cristiano De Majo, Federico Bernocchi e Nicola Bozzi e che vedono l’esordio di Michele Bisceglia che ci racconta il restyling di Chi e del settimanale popolare nell’era della sobrietà.
Chiude il numero, dopo la sezione Usi&Consumi, Pensieri & Parole, saggi economici recensiti dal reporter de Linkiesta Fabrizio Goria, che su questo numero scrive di un saggio di Ian Brummer.

Come si dice in questi casi, vi aspettiamo in edicola!

 

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