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16:22 martedì 21 luglio 2026
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.

Francesco Franchi

Intervista e video del giovane art director di IL, virtuoso della (info)grafica, ospite della cover story del nuovo Studio.

06 Giugno 2013

Se seguite le vicende della grafica editoriale mondiale, è difficile non incappare in qualche sua opera. Di solito le sue copertine si trovano vicino a quelle di Die ZeitNew York Times Magazine e la crema del giornalismo mondiale (spesso ci trovate anche Studio, sia detto en passant), oppure vengono condivise su Tumblr e Twitter da appassionati e addetti ai lavori di tutto il mondo. È seguito da mille occhi, Francesco Franchi, l’art director di IL, mensile del Sole 24 Ore.

Eppure dice di essere stato semplicemente «fortunato» per aver avuto l’occasione di cominciare a lavorare nel settore grafico editoriale durante l’università – un quinquennio formativo al Politecnico di Milano con i primi lavori per quotidiani e riviste, tra cui anche il Corriere della Sera, e un Erasmus a Londra – e arrivare giovanissimo al notevole stadio di “designer osservato e rispettato globalmente”.

Eppure, racconta, nella scelta universitaria era indeciso tra design e ingegneria, tanto da provare entrambi i test d’ammissione. Un’incertezza giovanile tradita dalla sua prima ispirazione: «Gli schemi, le mappe, i grafici, la rappresentazioni di dati», ovvero spiegare l’ostico con linee, forme e colori. Unire la logica matematica all’estetica, riuscendoci alla grande – non a caso, passò sia a design che a ingegneria.

Oggi, a 31 anni compiuti, ha assunto anche alcuni compiti nella direzione grafica della navicella madre del gruppo editoriale, l’austero e rosaceo Sole 24 Ore, il quotidiano finanziario per eccellenza del Paese. Un passo inevitabile, spiega, «perché il design è destinato ad avere sempre più peso nella creazione dei giornali, nella vita di redazione». Certo, il microcosmo di IL è una piccola anomalia e il quotidiano cartaceo è un altro mondo. Gli chiedo lumi su questa nuova impresa – non sarà una sfida troppo rischiosa? «Non sono ancora riuscito a capire se sia una sfida: è comunque un ambiente che conosco, perché ci lavoro da cinque anni. Certo, fossi arrivato dal nulla sarebbe stato diverso».

Si comincia piano piano, proponendo idee e cercando di concretizzarle nel miglior modo possibile. «All’inizio nel magazine veniva concessa solo una doppia pagina alla data visualization. Col tempo si è passati a due, fino a ottenere piena libertà e indipendenza». E arrivando – specie sotto la direzione di Christian Rocca, iniziata nel marzo 2012 – ad alcune visualizzazioni di dati su argomenti impalpabili come le interviste della rivista letteraria Paris Review o l’insegnamento del latino.

Franchi non sembra essere cambiato in questi anni: in compenso, sa come far cambiare le cose. Il suo metodo di lavoro rimane quello teorizzato nella sua tesi di laurea, nella quale aveva raccontato le sue esperienze lavorative, e in cui aveva analizzato la sua idea di redazione: «Più importanza al design, una struttura snella e orizzontale». Un luogo in cui «il re designer ridisegna il lavoro e ha più peso all’interno della redazione», ricorda. «Proprio quello che è successo a IL».

Video by Tim Small

Fotografia di Alan Chies

Dal numero 14 di Studio

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