Hype ↓
14:05 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I biglietti dei Mondiali costano così tanto che ce ne sono ancora 180 mila invenduti Persino i bagarini che li hanno comprati con largo anticipo sono in difficoltà e puri di liberarsene sono disposti ad andare in perdita.
Da quasi un anno un’associazione segnalava alla polizia irlandese i gruppi razzisti che stanno mettendo a ferro e fuoco Belfast, ma la polizia non ha fatto niente Il gruppo si chiama Accountability Project Northern Ireland e ha fatto decine di segnalazioni alle forze dell'ordine tra novembre 2025 e giugno 2026.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
Una booktoker ha provato a registrare come marchio lo slogan “hot girls read” e le altre booktoker l’hanno boicottata finché non ci ha rinunciato Allie Mitrovich ha pensato che uno slogan che non è di nessuno poteva benissimo diventare suo. BookTok non ha apprezzato l'idea.
È uscito il primo trailer del sequel di The Social Network e sono tutti straniti dal fatto che non c’è Jesse Eisenberg a interpretare Mark Zuckerberg A quindici anni da The Social Network, l'arduo compito di ereditare il ruolo di Zuckerberg passa a Jeremy Strong, la cui trasformazione fisica, segnata da un inedito capello rosso ossigenato, sta già dividendo i fan tra chi grida al colpo di genio e chi rimpiange l'interpretazione originale.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».

Sasha l’artista

Considerazioni sul tour italiano di Sasha Grey, sull'entusiasmo per l'ex pornostar e per la sua carriera intellettuale e rinascimentale.

11 Aprile 2013

L’inizio di questo articolo è in realtà una fine: quella della carriera di attrice pornografica della più importante pornostar, forse, dai tempi di Jenna Jameson. Parlo di Sasha Grey e del 2011, anche se il ritiro dalle scene era arrivato molto tempo prima, e la data è in realtà una data di convenzione, ufficiale, quando la stessa decisione in forma ufficiosa aveva già preso piede da mesi, anni. Sasha Grey, dopo 271 film, a ventitré (ventuno) anni, dice basta, è stato bello, adesso voglio fare altro. Vuoi fare i film “quelli veri”? Le chiedono. Lei dice forse, vediamo, chissà. Nel 2009 l’aveva già chiamata Steven Soderbergh a recitare in The Girlfriend Experience, una pellicola certo non epica in cui Grey interpreta una prostituta alle prese non con omicidi o terrorismo o malattie o lutti o gravidanze, ma solo semplicemente con i suoi clienti, nulla di troppo diverso, anche se certamente molto più soft, della sua precedente carriera.

Il succo è sempre lo stesso: Sasha Grey è interessante, è intelligente, faceva anal ma legge Pasolini e guarda Jean Luc Godard. Da quattro anni.

A qualche anno di distanza da quel 2009 che rappresenta ancora oggi il picco di hype più alto della sua vita, Sasha Grey torna a far parlare di sé grazie a tre dj-set primaverili a Milano, Bologna e Roma. Forse è la sospensione della primavera, più probabilmente è l’arretratezza in termini di cultura pop di cui soffriamo da decenni in questa soleggiata e caotica provincia del mondo, ma non mi aspettavo il ritorno, sia pure per tre giorni, di una Sasha Grey mania. Probabilmente è sopravvalutazione dell’italiano senso di Weltanschauung, probabilmente è mancanza realismo, ma a distanza di, diciamo, tre o quattro anni, sono rimasto sorpreso. Da cosa? Dal fatto che gli spazi per le interviste siano occupati, tutti, da giorni; dagli incontri pubblici e radiofonici organizzati e in grande spolvero pubblicizzati; dagli articoli e profili e ritratti (anche) a opera di importanti quotidiani finanziari, per dirne uno. Il succo è sempre lo stesso: Sasha Grey è interessante, è intelligente, faceva anal ma legge Pasolini e guarda Jean Luc Godard. Da quattro anni.

Perché, in definitiva, Sasha Grey è diventata un’icona così potentemente pop, trascendendo bondage, face-fuck, gang-bang e arrivando sugli scaffali della migliore letteratura culturale contemporanea? E lo so, lo so che è una cosa tremendamente vecchia. Eppure è ancora qui, a mettere dischi e seminare isteria ormonale.

Ho cercato di capire qualcosa in più su Sasha Grey, nata Marina Ann Hantzis a Sacramento nel 1988, diventata Sasha in onore di Sascha Konietzko, frontman della band industrial KMFDM e Grey in onore del Dorian di Oscar Wilde. Dice di sé che da ragazzina era un tomboy, un maschiaccio, che è stata l’ultima del suo gruppo di amici a perdere la verginità e che i coetanei avevano paura e non le si avvicinavano (ma lo hanno detto, di loro, anche la Bellucci e la Cucinotta). Dice che ha iniziato a recitare a 12 anni, e che la scelta di virare verso il porno è arrivata nel 2005 quando, appena terminata la high school, inizia a lavorare in una steakhouse e incontra quello che diventerà il suo primo ragazzo, che in quella steakhouse faceva il cuoco. Lui la inizia al sesso che convenzionalmente viene chiamato estremo, lei scopre che le piace e decide che vuole esplorare la sua sessualità e farne un lavoro. A differenza della maggior parte delle attrici del circuito non è finita nel porno dopo averci orbitato intorno come spogliarellista o ballerina, ma per scelta consapevole e ponderata. Per otto mesi, prima di fare il salto, ha studiato, guardato film, si è informata. È entrata nell’industria cinematografica per adulti come si entra in una facoltà di medicina, dopo un’estate passata a fare alpha test, eppure non le piace parlare del suo lavoro in termini di lavoro: in un’intervista apparsa su Vice, durante uno shooting del servizio fotografico Shot by Kern (di Richard Kern), dice: «The more you work with somebody… err, fuck somebody, I hate to say work…».Dopo circa un anno la definivano già la nuova Jenna Jameson. È diventata uno dei volti delle famose e controverse campagne pubblicitarie di American Apparel, ma quando si parla di alt-porn o hipster-porn si fa scettica, e dice che l’unico alt-porn che riconosce è quello delle Suicide Girls.

Dice di scrivere poesie e racconti, e aspira a essere una donna del rinascimento. Ha aperto una casa di produzione per produrre film pornografici con una forte componente narrativa.

Dice di scrivere poesie e racconti, e aspira a essere una donna del rinascimento. Ha aperto una casa di produzione, la Grey Art, per produrre film pornografici con una forte componente narrativa, con un erotismo costante così che non si finisca a premere fast forward ogni cinque minuti soltanto per godere di scene di sesso esplicito. Smette di girare nel 2009 ma lo ufficializza, come detto, soltanto nel 2011, quando durante le presentazioni del suo libro fotografico Neü Sex continua a sentirsi rivolgere domande riguardanti la sua prosecuzione nell’industria. Sul suo sito, in calce a un messaggio di ringraziamento ai fan, c’è scritto “Lotta continua”. Ha da poco terminato un libro, The Juliette Society, che uscirà in Italia per Rizzoli quest’estate e, dice sempre Sasha, sarà un mix tra Fight Club e Cinquanta sfumature di grigio. Oggi Sasha Grey gira l’Europa con i dj-set: la formula dj-set ricorda molto, forse solo a me ma forse no, l’ospitata dell’ex Grande Fratello nella discoteca estiva di turno. Prima dell’Italia è stata in Russia e Ucraina.

L’impressione è che la ragazza sia stata una vera professionista, una delle migliori, nel suo precedente lavoro: quello di attrice pornografica. È brava? Dicono di sì soprattutto i quindici premi e le sessantacinque nomination in quattro distinti awards della pornografia (AVN, FAME, XBIZ, XRCO). La straordinarietà del suo personaggio sta, insomma, tutta qui: è la migliore a recitare sesso. Eppure, nel mondo “là fuori”, anzi qua fuori, quello pulito e non pornografico (sarcasmo intenzionale), da anni si parla dei suoi progetti cinematografici “seri”, dei suoi libri, della sua band e delle sue idee politicamente socialiste, letterariamente esistenzialiste e cinematograficamente nouvellevagueiste: qui, è questa la sua straordinarietà. Ma Sasha Grey non ha ancora fatto uno straccio di film di successo, né ha scritto un libro, né ha vinto un disco di platino o la sua opinione letteraria e politica hanno pesato in qualche importante contesto letterario o politico. Le sue interviste sono normali interviste di una ragazza di vent’anni, non molto interessanti se non quando si parla di pornografia.

Ma Sasha Grey faceva la pornostar. È per questo che è famosa, è per questo che viene intervistata, ed è per questo che può permettersi di dire che apprezza Pasolini e Adriano Sofri (e scatenare l’immaginario e ammiratissimo “oooh!” dei molto borghesi fan). Lo faceva meglio degli altri, e non faceva il genere di “siediti, cara, e facciamo l’amore”. Cercate qualche screenshot della cara Grey: è legata, imbavagliata, o in compagnia numerosa, o… insomma. La sensazione è che il messaggio che passa sul personaggio Grey sia: un’attrice porno che ha altri interessi oltre al porno è un’anomalia, una singolarità. Virtuosa, sì, ma pur sempre singolarità. Perché? Onestamente non so rispondere. So a cosa mi fa pensare il perdurare della Grey-mania in Italia dopo anni dall’effettivo picco americano, o l’indugiare sulle sue attività cinematografiche hollywoodiane o letterarie o musicali, lasciando passare in secondo piano la sua particolarità pornografica: a una necessaria valvola di sfogo libertino da tenere sempre aperta sotto un cappello di ritardo pop misto al solito caro bigottismo. Dio benedica Sasha Grey, ma non certo per le citazioni di Lotta Continua.

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