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21:10 lunedì 8 giugno 2026
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.

Un videogioco che consiste nell’interpretare le zuppe

14 Novembre 2017

L’anno è il 2078. La tua missione è quella di interpretare le zuppe per gli esseri umani affamati al piano di sopra. Hai capito bene: interpretare. No, non devi cucinarle: il tuo compito è quello di decidere se quello che vedi può essere considerato una zuppa, perché le zuppe vengono preparate dagli alieni, che stanno diventando sempre più confusi. Tu li devi aiutare a capire, ad esempio, se una manciata di sassi e carote tagliate a fette servita con un ombrellino da cocktail può essere considerata una zuppa. Queste sono le premesse dell’assurdo videogame Something Something Soup Something, descritto da Atlas Obscura. L’obiettivo del gioco è arrivare alla fine e conoscere il responso, ossia il risultato dell’analisi delle nostre scelte (se si preme “è una zuppa” questa verrà servita al piano superiore, altrimenti l’intruglio verrà svuotato in un contenitore), per venire a sapere che cosa esattamente intendiamo per “zuppa”.

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Il creatore del gioco, Stefano Gualeni, è un filosofo e designer di videogiochi presso l’Università di Malta. Descrive il gioco come una specie di “esperimento del pensiero” ispirato a Ludwig Wittgenstein e alle sue scoperte sulle discrepanze del linguaggio. Il gioco è «progettato per rivelare che anche un concetto familiare e ordinario come “zuppa” è vago, instabile e impossibile definire in modo esaustivo». Le immagini del videogame, realizzato grazie al contributo di una rete internazionale di collaboratori (Isabelle Kniestedt, Johnathan Harrington, Marcello Gomez Maureira, Jasper Schellekens, Riccardo Fassone), sono così enigmatiche e perturbanti da farlo sembrare un’opera di videoarte.

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