«Preferisco aver vinto questo che gli Oscar», ha detto, festeggiando il titolo NBA vinto dai Knicks, 53 anni dopo il precedente.
La lista di nemici pubblicata da Morrissey era (chiaramente) uno scherzo, ma conoscendo Morrissey tutti ci hanno creduto lo stesso
Si intitolava The Malefactors e dentro c'era chiunque: Nigel Farage, Taylor Swift, Greta Thunberg, Johnny Marr (tre volte), Lisa Simpson, tutto il Canada e pure lo stesso Morrissey.
Nel grande, caotico teatro della musica c’è una regola aurea: se una provocazione sembra troppo assurda per essere vera, ma l’ha detta Morrissey, allora potrebbe essere vera davvero. È con questo spirito che internet ha accolto la lunghissima e spietata lista nera di nemici ribattezzata The Malefactors (I Malfattori). Un elenco firmato apparentemente dall’ex frontman degli Smiths, pubblicato sui social e rimosso nel giro di pochissime ore, in cui comparivano tutti: da politici come Nigel Farage alle popstar come Taylor Swift, dall’eterno rivale Johnny Marr fino, paradossalmente, a Morrissey stesso. Il post era impaginato graficamente in modo perfetto, indistinguibile dalle comunicazioni ufficiali di Morrissey Central, il blog-trincea da cui l’artista lancia solitamente i suoi strali contro il mondo moderno.
Chiaramente i legali si sono mossi alla velocità della luce per far rimuovere il contenuto per violazione del copyright e furto d’identità. Poco dopo la rimozione è arrivata la confessione di MozPosting, una nota pagina Instagram satirica, che ha ammesso lo scherzo: «Il post era una burla. Non volevo creare problemi inutili, grazie a tutti quelli che si sono goduti la battuta finché è durata». Il tempismo dello scherzo, in realtà, è stato di una cattiveria sublime. Solo pochi giorni fa, infatti, Morrissey si era sfogato pubblicamente e aveva raccontato una causa legale piuttosto seria che sta portando avanti contro nove persone, accusate di aver creato finti profili a suo nome per truffare i fan e spingerli verso movimenti politici radicali, dichiarando che uno dei truffatori avrebbe persino «legami con un ex membro degli Smiths». In questo clima di paranoia e veleni, l’elenco dei Malefactors è sembrato autentico, o quantomeno non impossibile, a molti.
E a scorrere quella lista, c’era da perdere la testa per l’assurdità dei dettagli. Accanto a bersagli storici e prevedibili, come il primo ministro Keir Starmer, la defunta Margaret Thatcher, il quotidiano The Guardian e l’immancabile Johnny Marr (il cui nome veniva ripetuto nella lista per ben tre volte), i creatori della fake news hanno mescolato il gotha della cultura pop globale, personaggi inventati e nazioni intere. C’erano Miley Cyrus, Jeff Goldblum, Gordon Ramsay, Greta Thunberg, ma anche personaggi di finzione come Lisa Simpson e Ronald McDonald, l’intera nazione del Canada, il Bigfoot e, chicca assoluta, «uno gnomo da giardino molto giudicante di nome Clive». Il post è diventato ovviamente virale, strappando una risata anche a uno dei “segnalati”, Mike Mills, storico bassista dei R.E.M., che ha commentato ironicamente su X: “A) Probabilmente non sono io, ma il regista Mike Mills. B) Penso che l’intenzione fosse far ridere, e in effetti fa ridere. Il Canada? Davvero tutto intero?”.
Archiviata la finta lista dei cattivissimi, il 2026 di Morrissey resta comunque turbolento e affollatissimo. A marzo ha pubblicato il suo quattordicesimo album solista, Make-Up Is A Lie (per la Sire Records), e ha appena annunciato per questa estate un lungo tour europeo che si concluderà a dicembre nel Regno Unito. I fan incrociano le dita, sperando che la salute lo assista: negli ultimi mesi il cantante ha dovuto cancellare diverse date prima negli Stati Uniti per «reazioni avverse a un farmaco prescritto» e poi a Valencia per una grave forma di «privazione del sonno».