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19:39 sabato 1 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Perché ci infastidisce che gli scrittori siano giudicati in base al loro aspetto

06 Maggio 2016

Perché parlare dell’aspetto di uno scrittore è così irritante per gli appassionati di letteratura? Se lo chiede Laura Miller in un interessante editoriale su Slate, stimolato da una serie di discussioni e di polemiche nate in questi giorni negli Usa in seguito al Met Gala 2016, e a una polemica sui romanzi d’esordio apparsa su Entertainment WeeklyIl tema degli esordienti super-pagati è molto sentito negli Usa. I media, cioè i giornali, i siti Internet e le televisioni che possono determinare il successo di un libro preferiscono parlare di un esordiente bello e brillante o magari di uno scrittore con una storia personale particolarmente traumatica, preferiscono insomma personaggi forti che possono attirare l’attenzione del loro pubblico, cosa che ovviamente non ha un legame diretto con le qualità che l’autore di un libro dovrebbe avere, ma questi aspetti determinano senza ombra di dubbio la possibilità per un autore di essere coperto dai media e quindi possono influire sulle vendite.

Negli amanti dei libri questo genera una diffidenza che, secondo Laura Miller, nasce dal fatto che molti lettori pensano che i libri e la letteratura non siano soltanto sopra e oltre il mondo ma anche separati da esso, in altre parole pensano che: «Il mondo dei libri dovrebbe offrirci un riparo dall’ingiustizia e della superficialità che ci circonda, perché è esattamente quello che i libri ci danno quando siamo giovani. Per i giovani appassionati lettori, la lettura è come un giardino segreto, un rifugio dove non conta la popolarità, ma la vera bellezza, la verità e l’arte. I libri ci offrono una via d’uscita, se abbiamo bisogno di scappare da un liceo pieno di ragazze stronze o da una famiglia hobbesiana».

Un argomento convincente offerto dalla giornalista, che aggiunge che questo è il motivo per cui, quando siamo adulti, desideriamo che l’editoria rappresenti un mini universo senza corruzione, che si differenzi dal mondo e da tutte le cose che non ci piacciono: «Un regno dove ciascun editor dovrebbe occuparsi soltanto del reale valore del manoscritto che ha tra le mani e dove tutte le menti illuminate del settore hanno un’infinita quantità di tempo per cercare la proverbiale gemma».

Ma ovviamente, conclude Miller, l’editoria non sarà mai purificata dagli aspetti venali, commerciali, meschini perché queste cose fanno parte del mondo e l’editoria non può esserne avulsa: «Si occupa di ciò che ci riguarda, vogliamo o meno ammetterlo».

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