Libri del mese ↓
08:29 sabato 2 maggio 2026
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data server per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».

Perché ci infastidisce che gli scrittori siano giudicati in base al loro aspetto

06 Maggio 2016

Perché parlare dell’aspetto di uno scrittore è così irritante per gli appassionati di letteratura? Se lo chiede Laura Miller in un interessante editoriale su Slate, stimolato da una serie di discussioni e di polemiche nate in questi giorni negli Usa in seguito al Met Gala 2016, e a una polemica sui romanzi d’esordio apparsa su Entertainment WeeklyIl tema degli esordienti super-pagati è molto sentito negli Usa. I media, cioè i giornali, i siti Internet e le televisioni che possono determinare il successo di un libro preferiscono parlare di un esordiente bello e brillante o magari di uno scrittore con una storia personale particolarmente traumatica, preferiscono insomma personaggi forti che possono attirare l’attenzione del loro pubblico, cosa che ovviamente non ha un legame diretto con le qualità che l’autore di un libro dovrebbe avere, ma questi aspetti determinano senza ombra di dubbio la possibilità per un autore di essere coperto dai media e quindi possono influire sulle vendite.

Negli amanti dei libri questo genera una diffidenza che, secondo Laura Miller, nasce dal fatto che molti lettori pensano che i libri e la letteratura non siano soltanto sopra e oltre il mondo ma anche separati da esso, in altre parole pensano che: «Il mondo dei libri dovrebbe offrirci un riparo dall’ingiustizia e della superficialità che ci circonda, perché è esattamente quello che i libri ci danno quando siamo giovani. Per i giovani appassionati lettori, la lettura è come un giardino segreto, un rifugio dove non conta la popolarità, ma la vera bellezza, la verità e l’arte. I libri ci offrono una via d’uscita, se abbiamo bisogno di scappare da un liceo pieno di ragazze stronze o da una famiglia hobbesiana».

Un argomento convincente offerto dalla giornalista, che aggiunge che questo è il motivo per cui, quando siamo adulti, desideriamo che l’editoria rappresenti un mini universo senza corruzione, che si differenzi dal mondo e da tutte le cose che non ci piacciono: «Un regno dove ciascun editor dovrebbe occuparsi soltanto del reale valore del manoscritto che ha tra le mani e dove tutte le menti illuminate del settore hanno un’infinita quantità di tempo per cercare la proverbiale gemma».

Ma ovviamente, conclude Miller, l’editoria non sarà mai purificata dagli aspetti venali, commerciali, meschini perché queste cose fanno parte del mondo e l’editoria non può esserne avulsa: «Si occupa di ciò che ci riguarda, vogliamo o meno ammetterlo».

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