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I più infelici matrimoni della letteratura

Che esploda in un atto violento fatale, come nella Sonata a Kreutzer di Tolstoj, o strisci silenziosamente corrodendo la vita, come nei racconti di Carver, la tensione di coppia è e resterà sempre uno dei cuori pulsanti della letteratura. Electric Literature ha stilato una lista degli 11 libri nei quali il matrimonio assume le forme più mostruose, trasformandosi da promessa di paradiso a insopportabile maledizione.

L’unico libro italiano a entrare in lista è il primo volume della trilogia di Elena Ferrante, L’amica geniale. A distruggersi, qui, sono Lila e Stefano, lei bellissima sedicenne, odiata e amata migliore amica della protagonista Elena, lui il figlio di Don Achille (l’orco mafioso che terrorizza il quartiere). Certo, Lila ha quello che si potrebbe definire un vero e proprio carattere di merda. Ma dal canto suo Stefano Carracci è violento, irascibile, falso e furbo. Ferrante dipinge col suo stile espressionista ma preciso le modalità con cui le dinamiche esterne della mafia e degli intrighi di quartiere contribuiscono a fomentare un fuoco che già brucia tra le mura di casa.

Il titolo meno sorprendente è Madame Bovary: nel 1856 Flaubert è l’antesignano dell’insoddisfazione matrimoniale e le sue parole restano ancora oggi insuperabili: «Da dove veniva, dunque, quella insufficienza di vita, quella istantanea marcescenza delle cose a cui si appoggiava? Ma se da qualche parte esisteva un essere forte e bello, una natura valorosa, ricca al tempo stesso di slancio e di delicatezza, un cuore di poeta sotto sembianze d’angelo, lira dalle corde di bronzo che indirizzava al cielo epitalami elegiaci, perché mai lei, per un favore del caso, non avrebbe potuto incontrarlo? Che cosa impossibile! D’altronde, nulla valeva la pena di una ricerca: tutto era menzogna! Ogni sorriso nascondeva uno sbadiglio di noia, ogni gioia una maledizione, ogni piacere il disgusto, e i migliori baci non lasciavano sulle labbra che l’irrealizzabile desiderio di una voluttà più alta».

Un’altra catastrofe matrimoniale da riprendere in mano è Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys, scrittrice britannica di origini caraibiche: prequel di Jane Eyre, racconta la genesi di Bertha, la “pazza in soffitta” moglie di Rochester. E poi c’è Revolutionary Road di Richard Yates (per i pigri c’è la trasposizione cinematografica con Leonardo di Caprio e Kate Winslet), Lolita di Nabokov, The Great Gatsby di F. Scott Fitzgerald, La valle dell’Eden di Steinbeck e Corri, Coniglio di John Updike. Sono soltanto tre i titoli usciti dopo il 2000: L’amore bugiardo di Gillian Flynn, Anna Bolena, una questione di famiglia di Hilary Mantel, Il dio delle piccole cose di Arunghati Roy.

 

 Foto Getty Images.
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