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La storia della foto virale della ragazzina che affronta i neonazisti

Fino a lunedì scorso Lucie Myslikova, sedici anni, era una ragazzina come tante: frequenta un gruppo scout di Brno da sette anni, che l’ha portata in giro per la Repubblica Ceca e per l’Europa, le piace divertirsi con gli amici. Quando però ha saputo che il Partito dei lavoratori e della giustizia sociale, una formazione ceca politica di estrema destra – erede diretta del Partito dei lavoratori dichiarato illegale nel 2010 dopo una serie di attacchi alle minoranze – stava marciando sulla sua città, ha deciso di scendere in piazza con alcuni membri del suo gruppo per contestare i neonazisti. Lucie è la protagonista di uno scatto amatoriale che nel giro di poche ore è diventato un simbolo di resistenza ai nuovi venti di estremismo xenofobo di destra che attraversano l’Europa e il mondo, raccogliendo migliaia di upvote su Reddit e like sui principali social network.

Il Washington Post ha ricostruito la vicenda della ragazzina, intervistandola: Lucie ha dichiarato di non aver avuto paura, come peraltro sembra dimostrare lo sguardo risoluto, quasi caustico, che rivolge all’uomo dalla testa rasata che la fronteggia nell’immagine. «Quei rifugiati ti violenteranno», ha riportato di essersi sentita dire dal neonazista, che si era avvicinato quando il corteo principale aveva raggiunto le estremità della piazza popolate dai contro-manifestanti (che per l’occasione avevano deciso di reagire vestendo pussy hats e improvvisandosi giocolieri e prestigiatori). «Gli ho risposto che stanno scappando dalla guerra, è questione di vita o di morte», ha raccontato Myslikova. «Mi veniva addosso e tirava la maglietta del mio amico», ha proseguito, spiegando però di non aver perso la calma, dicendogli coraggiosamente «sai che non puoi farci nulla».

La fotografia che abbiamo visto in questi giorni è opera di Vladimir Cicmanec, un programmatore che da anni si unisce alle manifestazioni antifasciste. Al Post ha detto di aver visto i manifestanti legati al Partito dei lavoratori prendere a calci alcuni ciclisti, ma di essersi trovato davanti agli occhi una scena completamente diversa: una ragazzina con le braccia allargate a sorreggere un piccolo striscione che recitava «Un vero patriota non dice Heil», una sedicenne che sorrideva di fronte alla collera gridata di un uomo dalla testa rasata.

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