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I libri preferiti dei candidati sindaco a Roma e Milano

Amazon ha chiesto a Virginia Raggi, Roberto Giachetti, Beppe Sala e Stefano Parisi quali sono i 5 libri che preferiscono in assoluto. Ne sono venute fuori quattro liste abbastanza variegate: la candidata M5S ha indicato quasi solo titoli dal forte contenuto politico, gli altri passano dalla narrativa americana, a quella russa, a Pavese, alla saggistica economica.

A Milano, Sala mette al primo posto Pastorale americana di Roth, «il mio scrittore preferito in assoluto», seguito da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov e dal Gattopardo, (gli altri titoli sono Open e L’insostenibile leggerezza dell’essere), mentre Parisi sceglie Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz, La famiglia Karnowski di Israel Singer, La spia inglese di Daniel Silva (menzioni anche per Follia di Patrick McGrath e il saggio L’intelligenza del denaro dell’«amico» Alberto Mingardi).

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A Roma Virginia Raggi, l’unica a non comparire in video per parlare delle sue scelte, porta I re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di mafia capitale, libro-inchiesta di Lirio Abbate e Marco Lillo, Un uomo di Oriana Fallaci, Grande raccordo criminale di Floriana Buffon e Pietro Orsatti ed E io pago, altro saggio a tema «disastro di Roma» a firma Daniele Frongia (gli altri due sono Grande raccordo criminale e, variazione sul tema, Il Piccolo Principe). Roberto Giachetti punta su Il mestiere di vivere di Cesare Pavese, un libro che dice aver segnato la sua infanzia, Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani e il Paradiso degli orchi di Pennac, e poi anche Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares di Fernando Pessoa e La provincia dell’uomo. Quaderni di appunti (1942-1972) di Elias Canetti.

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