La serie ha tutti le caratteristiche estetiche di un'opera che merita di essere presa sul serio. Ma è un trucco, un inganno, una presa in giro: tolte le cattiverie fini a se stesse, Euphoria non ha più niente da dire.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti
Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
Il 10 giugno a Barcellona sarà festa grande: dopo 144 anni di lavori, la Sagrada Familia di Antoni Gaudí può finalmente dirsi completata. Verranno smontate le impalcature attorno alla Torre di Gesù Cristo, la torre più alta tra le 18 che Gaudí disegnò per la basilica (172 metri e mezzo di altezza, il punto più alto della città, la chiesa più alta del mondo), sulla cui cima adesso sventolano le bandiere della Catalogna e del Vaticano. Il 10 gennaio non è ovviamente una data scelta a caso: è il giorno del centenario della morte di Gaudí, 16 anni fa fu il giorno in cui Papa Benedetto XVI consacrò la basilica, quest’anno sarà il giorno in cui Papa Leone XIV benedirà la Torre di Gesù Cristo. Alla cerimonia sarà presente (tra i moltissimi altri, figure istituzionali, celebrità, cittadini) anche il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, contento di essere lui il Presidente che finalmente stacca l’etichetta di “incompletabile” dalla Sagrada Familia.
Va anche detto, però, che i lavori non sono davvero finiti. Quelli più importanti, certo, sono completati, le impalcature verranno smontate, l’immagine della Sagrada Familia sarà quella che avrebbe dovuto essere nelle intenzioni di Gaudí. Ma i lavori proseguiranno per altri dieci anni almeno, tanto ci vorrà perché l’opera si possa dire finita. Cos’è che manca ancora? Non poco, in effetti. Bisogna costruire la Facciata della Gloria, nella parte sud della basilica, oltre che la scalinata e il parco che conducono al tempio. Il motivo per cui la costruzione di questi pezzi della Sagrada Familia ha richiesto e richiede ancora tutto questo tempo è che quando Gaudí li progettò, in quella parte dell’edificio non c’era nessun ostacolo. Passati 144 anni dalla prima stesura del progetto, in quella zona adesso sorgono due zone residenziali, che dovrebbero essere demoliti per fare spazio a questi nuovi pezzi di basilica. Il problema è facile capirlo: in una città che già vive una gravissima crisi abitativa, l’idea di perdere due zone residenziali è inaccettabile. Persino per far spazio a una delle più grandi e famose e ammirate opere d’arte del mondo. I tre artisti a cui è stato affidato il compito di disegnare questa ultima parte della Sagrada Familia sono Miquel Barceló, Cristina Iglesias e Javier Marín. Presenteranno i loro progetti e poi la Junta Constructora – l’ente che si occupa della costruzione e della manutenzione della basilica – deciderà a chi affidare il prestigioso incarico.
Il Consiglio Comunale di Barcellona è ben consapevole del problema abitativo, ovviamente. In una dichiarazione concessa a The Art Newspaper, il Consiglio ha spiegato che ancora non è stato realizzato un censimento delle case che dovrebbero essere demolite, al momento esiste solo una stima che dice che dovrebbero essere circa 200. «Il dialogo è aperto, stiamo cercando una soluzione, compreso il possibile ricollocamento in un’altra zona lungo la stessa strada», questa la situazione al momento.