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07:06 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Batti il cinque: come un atleta gay inventò l’high five 40 anni fa

12 Dicembre 2017

È un gesto così onnipresente che  è difficile immaginare che abbia una storia, con un un inizio, però il primo caso documentato di high five risale a quarant’anni fa. A “inventare” il batti-cinque, nell’autunno del 1977, fu un giocatore di baseball: Glenn Burke dei Los Angeles Dodgers, che incidentalmente è stato anche il primo atleta dichiaratamente gay della Major League. La storia di quel primo, storico high five è stata raccontata da un mini-documentario del canale Espn, recentemente messo online da Aeon.

Il 2 ottobre del 1977 i Dodgers stanno giocando una partita contro gli Houston Astros, quando Dusty Baker fa uno spettacolare home run: è il suo trentesimo home run, un record, così il suo compagno di squadra Burke gli corre incontro per congratularsi. Mentre corre verso Baker, Burke tiene il braccio destro alzato, in segno di giubilo. Baker a quel punto non sa bene cosa fare, allora alza anche lui la mano, e la batte forte contro quella alzata di Burke: il gesto, fatto davanti a più do 46 mila spettatori presenti nello stadio e immortalato dalle telecamere, è considerato il primo high five documentato della storia.

Nel documentario Espn, Baker racconta di non avere ben capito cosa Burke avesse in mente: «Non ho inventato l’high five, ho solo risposto a quello che Glenn stava facendo». Da lì il gesto si è subito diffuso nel mondo del baseball e da lì a tutto il resto del mondo. Burke, che è morto nel 1995 e dunque non figura nel documentario, era già noto per avere fatto la storia come primo atleta apertamente omosessuale nel baseball americano: nella sua autobiografia racconta di avere ricevuto pressioni da parte del management dei Dodgers, che gli avevano chiesto di sposarsi («presumo con una donna») per nascondere la sua omosessualità, ma di essere stato piuttosto chiaro sul non avere alcuna intenzione di farlo. Per questo gli è stato dedicato anche un altro documentario sportivo, che si concentra su come affrontò i pregiudizi relativi al suo orientamento sessuale: Out: The Glenn Burke story, uscito nel 2010.

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