In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.
Avevamo alte aspettative ma l’incontro tra Mamdani e Gualtieri le ha superate tutte, tra Mamdani che canta Bella Ciao e Gualtieri che fa battute cringe in inglese
Dopo essersi a lungo corteggiati a distanza, i due sindaci si sono finalmente incontrati di persona. Speriamo in un sequel con Mamdani in Campidoglio.
Il nuovo video del sindaco di New York Zohran Mamdani comincia con lui che canta Bella ciao, finché, a sorpresa, entra in scena il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che lo interrompe bonario ma perentorio, invitandolo a lasciare il canto ai professionisti. Chi conosce i trascorsi da stornellatore di Gualtieri, che Bella ciao l’ha già suonata alla chitarra in un talk online, a questo punto si aspettava che qualcuno gli passasse una chitarra per la sua versione unplugged. Purtroppo non è successo, perché Gualtieri ha subito spiegato che qui il punto è lasciare la musica a chi la fa di mestiere. Il sindaco di Roma e quello di New York, infatti, si sono incontrati di persona, dopo mesi di “corteggiamento” a distanza, per presentare Opera for All, l’iniziativa del Comune di New York e del Metropolitan Opera. Il programma mette a disposizione 70 mila biglietti gratuiti nella stagione 2026/27, circa il dieci per cento di tutti i posti, riservati ai newyorkesi che non comprano un biglietto del Met dal 2019. I biglietti vengono assegnati con un’estrazione mensile, 10 mila al mese, in tutti i settori del teatro tranne quelli con soli posti in piedi, e il Met si è impegnato a riproporre l’iniziativa anche nelle prossime stagioni. «L’arte non dovrebbe essere riservata a chi se la può permettere», ha detto Mamdani presentando il progetto.
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Il resto del video è costruito quasi tutto su allusioni all’antica Roma. Gualtieri trasforma il «veni, vidi, vici» attribuito a Giulio Cesare in «veni, vidi, free-ci» («yep», risponde Mamdani, evidentemente preoccupato di chiudere il siparietto nel modo più rapido e indolore possibile), più o meno «venni, vidi, resi gratis», spiega come si scrive 70 mila in numeri romani (LXX con un trattino sopra) e conclude che «tutte le strade portano all’opera», mentre Mamdani, raccontando come è nato il progetto, dice che «non è stato costruito in un giorno», proprio come Roma. Nel finale Mamdani pronuncia anche un paio di frasi in italiano – «Aspetta, sindaco! Stai andando nella direzione sbagliata!», al che l’altro risponde che «tanto tutte le strade portano a Roma» –, mentre Gualtieri annuncia che presto ci saranno novità sull’opera anche per i romani.
Non c’è bisogno di dirlo, ma questo è un crossover tra i due politici che meglio si destreggiano sui social, pur con metodi e stili completamente diversi, quasi opposti. Se Mamdani punta tutto sulla naturalezza, Gualtieri negli anni ha elaborato una personalissima poetica del cringe: video in cui spiega i cantieri della città con caschetto e gilet da lavoro, video in cui gira in bicicletta per la capitale per presentare nuove piste ciclabili, video in cui presenta i nuovi cestini comunali chiamandoli per nome (Cestò, forse il miglior contenuto mai realizzato nella storia dei contenuti). E qui arriviamo alla domanda inevitabile: chi è meglio tra Gualtieri e Mamdani? Noi una risposta non ce l’abbiamo, ma una cosa la sappiamo: Gualtieri pubblicava già quando Mamdani doveva ancora decidere cosa fare da grande. Se vogliamo usare una formula un po’ poetica, molto emotiva e altrettanto comica, possiamo dire che Gualtieri ha camminato perché Mamdani potesse correre.