Mentre l’AI rende le immagini infinitamente replicabili, film come Shaun, vita da pecora – Operazione Z.U.C.C.A, realizzato in stop motion dallo studio Aardman, diventano preziosissimi. Ne abbiamo parlato con Matthew Walker, co-regista del film.
Maledetta primavera è diventata una delle canzoni delle proteste in Italia e il merito è tutto di un centro sociale milanese
Il Centro sociale autogestito Lambretta la mette in tutte le sue serate e in tutte le sue manifestazioni. I video in cui viene cantata sono diventati virali e ora la voce di Loretta Goggi la si sente sempre più spesso nelle proteste.
Sul profilo Instagram del centro sociale Lambretta di Milano c’è un video che sta riscuotendo un enorme successo (al momento in cui scriviamo siamo a 192 mila like, quasi 10 mila commenti, circa 19 mila repost e poco più di 21 mila condivisioni): mostra un corteo di ragazzi e ragazze che marciamo dietro uno striscione nero con sopra la scritta bianca «Milano è antifascista!» e cantano a squarciagola Maledetta primavera di Loretta Goggi. Chi venerdì 30 ottobre ha partecipato al corteo di Milano per lo sciopero generale probabilmente riconosce la scena e ricorda il momento: quella alle spalle dei ragazzi e delle ragazze è la tangenziale est, bloccata per quasi tutto il giorno dalle migliaia di persone che sono scese in strada per protestare con il caro vita e il riarmo.
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Ma che c’entra Maledetta primavera con l’autunno caldissimo in cui ci siamo ritrovati in queste settimane? In realtà, non è la prima volta che la canzone viene usata come inno di protesta. A cantarla sono sempre i membri del Centro sociale autogestito Lambretta, uno degli ultimi sopravvissuti, a Milano e in Italia, agli sgomberi degli ultimi anni. L’avevano cantata anche nello scorso 10 ottobre, quando la Lega aveva convocato un presidio – al quale si sono presentate 50 persone, il segretario Matteo Salvini e la candidata sindaca Silvia Sardone in testa – davanti al Lambretta, per chiederne, appunto, lo sgombero. Alla fine l’avamposto della Lega è stato costretto alla ritirata, mentre la gente del Lambretta li salutava cantando fortissimo Maledetta Primavera. Anche lontano da Milano, la canzone di Loretta Goggi è stata inserita nelle playlist di diverse proteste: qualche mese fa, a Torino, durante un corteo di sciopero in zona Aeronautica, dalle casse è partita proprio Maledetta primavera; e già nel 2016 il movimento No Tav ne aveva preso in prestito la melodia per una canzone contro la procura di Torino, oggi archiviata tra i canti di protesta italiani. E poi, il brano è da tempo un inno della comunità LGBTQIA+: si canta ai Pride, non solo in Italia, ed è la sigla di chiusura del Muccassassina, la storica serata queer romana.
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Però la domanda resta: come si è ritrovata Loretta Goggi nei centri sociali, in mezzo alle manifestazioni? Dal Lambretta ci hanno spiegato che, in realtà, Maledetta primavera è una tradizione nelle serate dei centri sociali. «È sempre stata una canzone da serata leggera nei centri sociali, non l’abbiamo inventata noi ma noi la mettiamo sempre e forse gli altri non lo fanno più. E ha un po’ il senso del volersi bene tra compagni è un po’ il chi te l’ha fatto fare di romperti i co***oni con la politica».