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14:35 martedì 3 febbraio 2026
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistare chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.

Yemen in rivolta e le guerre di Obama

26 Maggio 2011

Scontri nella capitale e decine di feriti, un regime dittatoriale che sta traballando. Lo Yemen, come si legge ormai da tutte le parti, è in rivolta. La comunità internazionale, e in particolare l’America, sono in stato di massima allerta: “Il livello di minaccia alla sicurezza in Yemen è estremamente alto a causa delle attività terroristiche e delle rivolte civili che coinvolgono le maggiori città,” è l’avvertimento del Dipartimento di Stato di Washington.

Il problema, infatti, è che quella yemenita rischia di essere qualcosa di assai diverso dall’ennesima rivolta della primavera araba. Lo Yemen è da tempo ciò che si definisce uno Stato fallito, nonché la nuova roccaforte di al-Qaida. Per anni gli analisti hanno paventato l’ipotesi che lo Yemen potesse trasformarsi in un nuovo Afghanistan.

È almeno dal 2008 che gli Stati Uniti sono di fatto in guerra nello Yemen. Se volete una conferma, andate a rileggervi questo vecchio articolo del New York Times. Dove, citando fonti governative statunitensi e yemenite, i reporter Eric Schmitt e Robert Worth scrivono che da circa un anno (l’articolo è del 2009) la Cia e il Pentagono stanno operando, sottotraccia, in Yemen: “Nel mezzo di due guerre rimaste in sospeso, gli Stati Uniti hanno aperto silenziosamente un terzo fronte, in gran parte sotto traccia, contro al-Qaida in Yemen.”

Naturalmente, adesso, alle guerre sospese in Afghanistan e Iraq e alla guerra sottotraccia in Yemen, si aggiunge quella in Libia. Domanda: quante guerre può sostenere l’amministrazione Obama?

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