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Il nuovo regolamento per la tutela dei minori online in Regno Unito ha bloccato i post sulla guerra in Ucraina e Gaza
Sono stati tra i primi contenuti online a essere oscurati dalle nuove regolamentazioni inglesi, prima di pornografia e video violenti.
Da venerdì scorso è entrato ufficialmente in vigore il nuovo regolamento per la tutela dei minori online varato dal Regno Unito, che anticipa un processo legislativo di natura simile in corso in molti Stati. A livello mondiale infatti sono tante le nazioni interessate a limitare l’utilizzo di Internet e in particolare delle piattaforme social ai minori, impiegando anche l’intelligenza artificiale per verificare l’età degli utenti e il loro accesso a contenuti sensibili.
Come prevedibile, però, tracciare una linea tra ciò che è pericoloso e ciò che non lo è si sta rilevando piuttosto difficile, specie considerando al grande quantità di contenuti postati ogni giorno e la necessità di automatizzare in qualche modo il processo di selezione e blocco di quelli dannosi. Bbc ha scoperto che tra i primi contenuti che sono stati oscurati per gli utenti registrati come minorenni ci sono alcuni post che riportano notizie sulla guerra in Ucraina e Gaza. La natura di queste notizie varia dal dibattito tra utenti a mere comunicazioni istituzionali, come le breaking news o i video dei dibattiti parlamentari sulla tematica.
Tra i contenuti soggetti a restrizioni individuati da Bbc c’é per esempio una clip circolata sui social in cui un uomo a Gaza cercava i corpi dei suoi familiari tra le macerie degli edifici distrutti e raccontava la sua storia, senza però mostrare alcun tipo di immagine esplicita o violenta. Questo tipo di contenuto è stato bloccato insieme a quelli che puntavano ad adescare minori e ai profili di organizzazioni terroristiche, criminali o violente, mentre altri post pornografici o di natura violenza sono rimasti visibili, superando i controlli.
La scoperta ha ovviamente destato grosse perplessità. Tra le voci critiche rispetto al blocco alle notizie belliche c’è anche quella di Sandra Wachter, professoressa di tecnologia e regolamentazione presso l’Oxford Internet Institute, che ha ricordato a Bbc come il nuovo disegno di legge «non dovrebbe essere usato per sopprimere fatti d’interesse pubblico, anche se scomodi». La speranza delle istituzioni è che si tratti di un’impasse temporanea, dovuta alla necessità di rodare e raffinare i sistemi che selezionano i contenuti da bloccare. Rimane però un’implicita domanda di fondo: in un momento storico in cui i conflitti internazionali pesano sulla psiche degli adulti, dove finisce il diritto dei più piccoli di essere consapevoli e informati – con contenuti e un linguaggio pensato per la loro età e le loro esigenze – e dove inizia il pericolo che anche i minori subiscano risvolti negativi, vivendo momenti di paura e angoscia?