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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

Come sta andando la fine del lockdown a Wuhan

08 Aprile 2020

C’è l’impulso a uscire, a Wuhan, dove le macchine hanno ripreso a circolare, tanto che le stazioni di pedaggio alla periferia della città dell’Hubei, epicentro della pandemia da Coronavirus, sono state prese d’assalto. Come i treni su cui, secondo le stime ipotizzate da un’emittente statale, entro questa sera saliranno oltre 55 mila persone. Come scrive il New York Times, «nonostante all’interno della città siano ancora in atto misure severe per i cittadini e per le imprese al fine di impedire al virus di tornare a circolare, segnati ancora dalla paura della morte, gli abitanti stanno finalmente respirando la libertà». Finalmente dopo 76 giorni di lockdown, in una misura senza precedenti che ha coinvolto 60 milioni di persone (gli abitanti dell’Hubei, la regione dove si trova la città), allo scoccare della mezzanotte locale dell’8 aprile il divieto di lasciare la città è caduto.

A Wuhan, in cui la malattia e la morte hanno toccato centinaia di migliaia di vite, imprimendole con un trauma che potrebbe persistere per decenni, le scuole rimarranno comunque chiuse, mentre le imprese, anche quelle che sono state riaperte, dovranno affrontare una percorso «straziante», scrive il New York Times, spiegando come l’apertura non implichi un totale ritorno alla normalità. Secondo quanto rivela la Cnn, avvertendo come la città dovrà ora affrontare un arduo compito per prevenire il ripetersi delle infezioni locali, Luo Ping, un funzionario di controllo dell’epidemia ha spiegato: «Alcuni residenti hanno abbassato la guardia e non indossano maschere quando escono di casa. Per questo è importante ricordare che la riapertura di Wuhan non significa tornare alla leggerezza di un tempo, né dimenticare le misure di prevenzione e controllo adottate. È un allentamento, ma dobbiamo rimanere vigili».

Ma «a chi esce, gli alberi sembrano più verdi, il cielo più azzurro», ha scritto il Time, con un focus sulle celebrazioni che hanno seguito la riapertura. L’occasione è stata infatti contrassegnata da uno spettacolo di luci sul fiume Yangtze, «durante il quale le immagini degli operatori sanitari e alcune parole di conforto che hanno rivestito i ponti e i grattacieli». “Città eroica”, “Andiamo avanti”. Intanto, mentre in un editoriale del giornale nazionale People’s Daily si mettono in guardia le persone dal celebrare troppo presto – «Oggi sono tutti emozionati, tuttavia questo giorno non segna una vittoria o un traguardo finale» – il primo treno delle 6:25 per Pechino è partito pieno di persone, «mentre il personale e le squadre SWAT in tuta ignifuga continuano a pattugliare davanti alla stazione di Hankou per evitare che ci siano disordini», continua il Time.

Le accortezze rimangono. Nei giorni scorsi, quando gradualmente sono stati riaperti alcuni negozi, i gestori hanno allestito banchi di fronte alla strada in modo che i clienti potessero acquistare verdura, alcol, sigarette e altri beni senza entrare. Nei parchi lungo il fiume Yangtze oggi, un numero crescente di famiglie si è avventurato fuori per prendere il sole e l’aria fresca, evitando i contatti con gli altri gruppi di persone presenti. «Ma alcuni non resistono al raggruppamento», aggiunge il Time. «I residenti più anziani hanno ripreso a riunirsi per giocare a scacchi cinesi, e sempre più persone sono accorse ad acquistare completi da fitness, cosmetici, accessori da viaggio, forse in un moto di speranza. Lo spettacolo più bello però lo regalano i bambini, che sono tornati a riempire i parchi rimasti senza voci per più di due mesi».

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