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19:32 venerdì 28 agosto 2026
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

L’esplosione di Wordle, il gioco a cui stanno giocando tutti

07 Gennaio 2022

In questi giorni vi sarà sicuramente capitato, scorrendo il vostro feed social (quello di Twitter in particolare), di vedere un amico o un amica pubblicare il risultato ottenuto giocato un gioco chiamato Wordle. Sono tweet e post riconoscibilissimi: c’è sempre scritta la parola “Wordle”, seguita prima da una serie di cifre che non significano assolutamente nulla per chi non sappia come funziona il gioco e poi da una serie di quadratini disposti in file ordinate e colorati di grigio, di verde o di giallo. Ecco: a questo gioco, nelle ultime settimane, stanno giocando talmente tante persone che il New York Times ha pensato fosse il caso di scriverci un pezzo: “Wordle is a love story“, si intitola l’articolo scritto da Daniel Victor, racconto di come il gioco, creato da Josh Wardle per la sua compagna, Palak Shah, appassionatissima di giochi di parole, sia diventata l’ultima ossessione collettiva sui social.

Wardle è un ingegnere, vive a Brooklyn, in passato ha lavorato per Reddit e creato altri due giochi che hanno riscosso un discreto successo: The Button e Place, mode intense ma brevi come tendono a essere tutte le mode di Internet. Stavolta, Wardle non aveva nessuna intenzione di creare qualcosa “per il pubblico”: all’inizio, come detto, aveva immaginato Wordle solo per sé e la sua compagna. Dopo aver visto quanto il gioco era piaciuto a quest’ultima aveva deciso di condividerlo anche nella chat di famiglia su Whatsapp. Anche i familiari apprezzarono moltissimo. A questo punto − siamo intorno allo scorso ottobre − Wardle decide di creare un sito e di metterci dentro il gioco, per farci giocare (gratuitamente) chiunque ne avesse voglia. «L’1 di novembre i giocatori erano 90. Domenica scorsa, poco più di due mesi dopo la messa online del sito, il numero di giocatori ha superato i 300mila», scrive Victor.

Il gioco è semplicissimo, come lo sono sempre tutti i giochi che diventano ossessioni. All’inizio si tratta di indovinare una parola composta da cinque lettere. Una volta indovinata questa parola, il gioco indica al giocatore quali delle lettere contenute nella parola appena indovinata sono contenute anche nella parola segreta del giorno, e se queste lettere sono già messe al punto giusto oppure no. Dopodiché, si tratta di indovinare la parola segreta. Per riuscirci, si hanno a disposizione sei tentativi. Oltre a quella del gioco, a colpire di Wordle è stata anche la facilità di fruizione dello stesso: nel sito realizzato da Wardle non c’è pubblicità, finestre pop-up o richieste di denaro di alcun tipo. «Credo che quel che piace davvero è proprio questo: il gioco è una cosa che sta online, giusto per divertirsi. Non prova a fare niente di losco con i dati personali altrui. È solo un gioco divertente».

E poi c’è la questione della “scarsità”. Wordle è un gioco che non si può giocare a ripetizione per ore e ore di seguito. «Ti chiede di sprecare tre minuti al giorno e basta. Non pretende tu gli conceda più di questo tempo». Wordle, infatti, si gioca una volta al giorno: ogni giorno viene decisa una nuova parola segreta e, una volta indovinata quella, bisogna aspettare la parola del giorno successivo. Che Wordle non fosse stato pensato per il grande pubblico è dimostrato anche dai limiti evidenti del gioco: non c’è traccia della difficoltà crescente che è parte fondamentale di quasi tutti i moderni giochi online, anche i più semplici. All’inizio, Wardle non aveva incluso nel sito nemmeno il tasto per condividere sui social il risultato della partita: lo ha fatto solo tempo dopo, e comunque nella maniera più discreta possibile, imitando il “design” che gli utenti di Twitter si erano già inventati per conto loro (l’idea della griglia con i quadratini grigi, gialli e verdi di cui sopra gli è venuta così). Forse, per Wardle la parte più difficile nella costruzione del gioco è stata decidere quali delle circa 12mila parola della lingua inglese composte da cinque lettere includere in Wordle. Anche in questo, si è fatto aiutare dalla sua compagna, trasformando il lavoro di scrematura in un piccolo gioco a sé stante: ogni giorno faceva vedere un po’ di parole alla fidanzata e se lei le conosceva allora le inseriva nel gioco. Tutte quelle che lei non ricordava o non sapeva cosa volessero dire sono state scartate.

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