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14:40 venerdì 3 luglio 2026
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.

Wikileaks diventa un marchio di abbigliamento

15 Ottobre 2014

Abbigliamento e accessori a marchio Wikileaks: non è una boutade, ma un progetto di Julian Assange che potrebbe presto diventare realtà. Sbarcando, in primis, sul mercato indiano. A rivelarlo è un articolo comparso sul Times of India: «L’India è uno dei paesi nei quali c’è maggior consapevolezza di ciò che Wikileaks fa e rappresenta e Julian è eccitato all’idea» ha detto Olafur Vignir Sigurvinsson, rappresentante di Wikileaks noto per aver organizzato il trasferimento di Edward Snowden in Russia. Il ricavato dalla vendita di questa potenziale linea di moda andrebbe a rimpinguare le casse dell’associazione che pare stia cercando un partner per strutturare una vera e propria rete di punti vendita in India.

Esistono già una serie di prodotti che richiamano ai valori sui quali Assange ha fondato Wikileaks e che aiutano l’associazione ad autofinanziarsi: si tratta di una vera e propria linea di merchandising che spazia dalle t-shirt (“Designated Enemy of the State”; “Hackers of the World Unite!” sono solo alcune delle frasi stampate sulle magliette) alle tazze, fino alle cover per smartphon e tablet. Per ora questi gadget sono in vendita esclusivamente online, ma secondo quanto riporta il giornale indiano pare che l’associazione sia in trattativa con una serie di agenti per distribuirli Portogallo, Germania, Svizzera, Austria, Spagna e Francia.

Il mondo della moda non è nuovo all’affaire Wikileaks: nel 2012 Vivienne Westwood – che ha di recente fatto visita al fondatore presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove si trova dal 2012 – aveva creato una t-shirt sulla quale, insieme a un ritratto della stessa designer, troneggiava la scritta “I am Julian Assange”. I proventi della vendita della maglietta, venduta al prezzo di 40 sterline, erano andati tutto a supporto di quello che la stilista britannica aveva definito «a real hero».

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