È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo
Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
UBTech, azienda cinese di robotica, ha aperto le prevendite di U1, il primo robot umanoide a grandezza naturale e ultra-bionico al mondo. In tre settimane ne sono state vendute circa 3.000 unità, con un acconto rimborsabile di 3.000 yuan, circa 440 dollari. Il prezzo finale non è stato ancora comunicato. U1 è disponibile in due versioni: una “maschile”, 183 centimetri, 42 chili; una “femminile”, 168 centimetri, 35 chili. Entrambe supportano la personalizzazione, sono disponibili solo per adulti, hanno 88 articolazioni «altamente mobili», memoria crittografata, intelligenza artificiale affettiva, connettività Wi-Fi e un’autonomia della batteria tra le due e le quattro ore per ricarica. Zhou Jian, fondatore e CEO di UBTech, ha detto a un sito di economia cinese che non vuole realizzare un robot sessuale, ma «un compagno che non ti dirà che sei fastidioso, che rimarrà con gli utenti qualunque cosa stiano facendo e che giocherà e guarderà serie TV con te». Ha anche aggiunto che «tra 10 o 20 anni la prossima generazione potrebbe innamorarsi dei robot umanoidi». Non intendendola come preoccupante ipotesi ma come obiettivo di prodotto.


Come scrive Sixth Tone, la Cina è già il leader mondiale nella robotica umanoide. Dei 13.000-16.000 robot umanoidi spediti in tutto il mondo l’anno scorso, circa il 90 per cento è stato prodotto da aziende cinesi. Quest’anno le vendite annuali dovrebbero più che raddoppiare, raggiungendo 28.000 unità e superando qualsiasi altra economia. I prezzi, nel frattempo, sono crollati passando da diversi milioni di yuan per unità di qualche anno fa a una fascia che va dai 9.998 yuan del modello entry-level Bumi di Noetix ai 29.900 di R1 Air di Unitree. Ad aprile un robot cinese ha battuto il record mondiale di mezza maratona maschile a Pechino. Al Gala del Festival di Primavera, il programma televisivo più visto del paese, quattro aziende di robotica hanno presentato le loro tecnologie attraverso arti marziali, sketch comici, balli e faccende domestiche. La robotica umanoide in Cina non è più una tecnologia del futuro ma un settore industriale tangibile e con una presenza televisiva da prima serata.
Il robot «rimarrà con gli utenti qualunque cosa stiano facendo». È una promessa emotiva, non tecnica. U1 è proprio progettato per colmare uno spazio che negli ultimi anni è diventato un mercato: la solitudine strutturale di una generazione che fatica a costruire relazioni, che vive sola nelle città, che ha normalizzato l’interazione digitale come sostituto di quella umana. Dopo i siti della dopamina coreani, le app di compagnia virtuale, i chatbot affettivi, U1 è solo il passo successivo. Il mercato si sta segmentando tra applicazioni industriali, turistiche e domestico-affettive, e quest’ultima fascia è quella che cresce più velocemente.