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Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Waterloo fa rima con amore

Un numero sorprendente di canzoni hanno nel titolo la parola "Waterloo". Il duecentesimo anniversario della battaglia si può commemorare anche con la musica pop.

18 Giugno 2015

1. Non si può dire che tutto sia iniziato dagli Abba, ma certamente la loro “Waterloo”, vincitrice dell’Eurovision song contest del 1974, è la canzone che potreste più facilmente conoscere. C’è anche un piccolo caso sorto intorno alle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della battaglia. Il gruppo svedese si è infatti rifiutato di concedere il brano per uno degli eventi legati alla commemorazione, spiegando che usare la canzone per le celebrazioni avrebbe offerto il fianco a una lettura sbagliata di quel testo. L’organizzazione pare si sia particolarmente irritata per la risposta degli Abba. Nel testo Waterloo è una metafora in quanto disfatta: A Waterloo Napoleone si arrese/ E io ho incontrato il mio destino in un modo abbastanza simile. Nel video, avvolto in un’atmosfera insensatamente allegra rispetto al contenuto del testo – Waterloo, venni sconfitto, tu vincesti la guerra – appare ripetutamente una statua di Napoleone.

2. “Waterloo sunset” dei Kinks (1967) è forse meno famosa, ma compare puntualmente nelle più autorevoli classifiche delle migliori canzoni di sempre. In questo caso Waterloo non è una metafora, ma un riferimento geografico all’omonima stazione della metro di Londra. La canzone racconta dell’amore tra Terry e Julie in uno scenario urbano e apparentemente poco romantico: Milioni di persone sciamano come mosche intorno alla metro Waterloo / Ma Terry e Julie attraversano il ponte e si sentono protetti. Non si è mai capito bene quanto fossero di fantasia questi Terry e Julie. Alcuni supposero che Ray Davies, cantante e leader dei Kinks, avesse raccontato la storia d’amore tra i due famosi attori inglesi Terence Stamp e Julie Christie. Il cantante ha sempre negato, attribuendo l’ispirazione prima alla sorella – “costretta a emigrare con il ragazzo per cercare fortuna all’estero” – e poi a suo nipote Terry.

3. In Trafalgar, disco del 1971 dei Bee Gees, si trova una canzone intitolata “Walking Back to Waterloo”, che è una specie di ballata, molto poco disco. Nella canzone viene nominato Napoleone – My name could be Napoleon – e la metafora di Waterloo non è sull’amore, ma sull’idea del nuovo inizio, della difficoltà di ricominciare dopo una sconfitta.

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4. I Suede, gruppo inglese di culto degli anni Novanta, hanno inciso un b-side del singolo Electricity intitolato “Waterloo” (1999). La canzone, scritta dal tastierista della band Neil Codling, ha un testo abbastanza oscuro e sembrerebbe parlare di depressione o di dipendenza. Si conclude con il verso You need to be free.

5. I Libertines non hanno mai inciso ufficialmente ma registrato all’inizio della loro carriera una canzone intitolata “You’re my Waterloo”, che parla di amore estremo, criminale verrebbe da dire – dormire con i coltelli, affumicare i demoni, tirare pietre ai corvi – e dove si fa riferimento agli attori Judy Garland e Tony Hancock, comico degli anni Cinquanta-Sessanta molto noto in Inghilterra, anche per i suoi problemi di alcolismo.

 6.  Gli Iced Earth, già Purgatory, sono un gruppo americano di heavy metal. La loro “The Battle of Waterloo” (2004) è orrenda e banale come poche, ma ha per così dire il pregio di essere un testo che racconta la battaglia senza alcuna metafora: Rapidamente gli alleati hanno raggruppato le forze / vicino al confine Franco Belga / Mentre 124.000 francesi / marciavano lì 

7. Si capisce che il metal tende a non usare Waterloo come metafora ed è molto più interessato alla battaglia vera e propria se si ascolta l’omonima “The Battle of Waterloo” (1989) del gruppo tedesco Running Wild. Nel pezzo, che si apre con un minuto circa di cornamuse e tamburi, il ritornello fa: La battaglia di Waterloo / un mare di sangue che macchia i campi. E tutto questo sembra dirci molto sul metal come genere.

8. Pochi mesi fa il gruppo di rock psichedelico The Black Angels ha inciso un brano intitolato “Waterloo Waltz”, che ha un suono molto molto ’60. “Waterloo Waltz” è anche il titolo di una traccia della colonna sonora composta per il film Waterloo da Nino Rota. I due pezzi non sembrano avere molto in comune.

9. Stonewall Jackson è un cantante country americano attivo dagli anni ”50. “Waterloo” (1959) è uno dei grandi successi della sua carriera. Un milione di copie e disco d’oro è stata all’epoca al numero uno delle classifiche americane per alcune settimane. Il senso del testo è che ognuno debba fare i conti con il proprio destino: Everybody has to meet his Waterloo.

10. La ricerca è potenzialmente infinita: su Internet si trovano ancora il pezzo di un certo Scott Gagner “Waterloo“: una specie di plagio vocale di Adam Levine dei Maroon 5; e numerose versioni di “Plains of Waterloo“, un vecchio testo folk, usato questo sì, per le commemorazioni del duecentesimo anniversario. In ambito rap non c’è quasi nulla, a parte questa clamorosa e semi- amatoriale “The Streets of Waterloo” di tale Baby Buddha, dove per Waterloo s’intende questa volta l’omonima cittadina canadese in Ontario e dove appaiono professori universitari che spiegano non sappiamo cosa.

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