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11:19 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

La redazione del Washington Post e Jeff Bezos continuano a litigare

16 Gennaio 2025

Più di 400 membri della redazione del Washington Post hanno scritto una lettera a Jeff Bezos, editore del giornale, per chiedergli un incontro in cui discutere lo stato, le sorti e il futuro del quotidiano. La richiesta – insolita per gli usi e costumi del giornalismo americano – arriva dopo la recente decisione della proprietà di licenziare circa 100 dipendenti e dopo la “fuga” di alcune delle firme più note del giornale. Tra questi: Matea Gold, managing editor del WaPo, passata al New York Times; Ashley Parker e Michael Scherer, cronisti politici, passati all’Atlantic; Josh Dawsey, giornalista investigativo, se ne è andato al Wall Street Journal; Leigh Ann Caldwell ha invece scelto di trasferirsi da Puck.

«Siamo profondamente preoccupati da recenti decisioni della proprietà che hanno portato i lettori a dubitare dell’affidabilità di questa istituzione, decisioni che hanno spezzato la sua tradizione di trasparenza, decisioni che hanno già portato alcuni dei nostri più apprezzati colleghi ad andarsene e altri ad abbandonarci a breve», si legge nella lettera. Secondo quanto riporta Cnn, che ha ottenuto una copia della lettera e ne ha pubblicato una parte sul suo sito, i membri della redazione del WaPo, pur non facendone il nome, parlano del Ceo William Lewis, autore di quelle scelte che, a detta loro, stanno ostacolando il lavoro dei giornalisti e rovinando la reputazione del giornale.

Lewis è stato scelto da Bezos (editore descritto sempre da Cnn con la dicitura inglese “hands off”, una maniera per dire che non è direttamente coinvolto nella gestione del giornale) per risanare i conti abbastanza preoccupanti del Washington Post. Finora le cose non sono andate come previsto, se lo stesso Bezos, ospite un mese fa del DealBook Summit del New York Times, ha detto che il suo giornale «deve rimettersi in sesto». Diverse scelte recenti, però, non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già difficile. La decisione, questa sì presa da Bezos in persona, di impedire l’endorsement del Washington Post a favore di Kamala Harris ha portato alla perdita di almeno 200 mila abbonati (decisione che la redazione ha definito, freddamente, «prerogativa della proprietà»). È per fatti come questo, e altri, che i dipendenti del Washington Post ora chiedono al loro editore «un’idea chiara in cui credere».

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