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04:18 lunedì 12 gennaio 2026
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Warhol prima di Warhol

Le immagini di una mostra dedicata alle illustrazioni del grande artista, quando negli anni '50 disegnava per le riviste di moda.

09 Novembre 2015

Prima di rivoluzionare il mondo dell’arte con la sua Factory, la “fabbrica” nella quale la pop art americana fu forgiata e lanciata nel mondo, Andy Warhol ebbe modo di testare le proprie potenzialità attraverso un significativo apprendistato nel mondo della moda. Lo testimonia la mostra “Andy Warhol for fashion magazines 1951-1963” che inaugura domani presso lo spazio Maria Calderara di Milano. Nel 1949, subito dopo gli studi al Carnegie Institute of Technology di Pittsburgh, il giovane Warhol si trasferì a New York e non tardò a mettersi in luce come illustratore e disegnatore, lavorando per alcune delle migliori riviste americane degli anni Cinquanta come Glamour, Harper’s Bazaar, Tiffany e Vogue.

Le opere esposte a Milano sono quelle di un artista ancora lontano dalle sperimentazioni concettuali che contraddistingueranno la sua produzione più famosa. La mostra, curata da Paola Varello e Giorgio Maffei, raggruppa le illustrazioni secondo sequenze tematiche permettendo di cogliere l’evoluzione del segno e il cambiamento di stile e gusto in base alla rivista di destinazione. Le illustrazioni di Warhol hanno contribuito a cambiare lo stile dei magazine, perché per la prima volta puntavano a una rappresentazione artistica ed estetica senza concentrarsi più solamente sull’aspetto di funzionalità esplicativa. Questi disegni denotano già la sua spiccata personalità di creatore di immagini – la predilezione per i colori primari e le linee decise – e presentano alcune tecniche di esecuzione, come lo screen printing, che sarà ripresa in seguito. La produzione artistica per la comunicazione di massa rappresenta inoltre uno dei temi cruciali della sua concezione estetica, che sarà portata alle estreme conseguenze con la pop art, fiorita a New York in quegli anni e di cui Warhol fu il principale artefice. La consapevolezza delle strategie del consumismo e del ruolo fondamentale dei mezzi d’informazione acquisita dall’artista nei suoi primi anni di carriera nel mondo editoriale porranno le basi per i temi e le estetiche che resero Warhol uno tra i più grandi e influenti artisti del Novecento.

‘Illustrations for fashion magazines 1951-1963’  – Spazio Maria Calderara – Dal 10 al 16 Novembre – www.mariacalderara.it

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