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15:32 martedì 10 marzo 2026
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.

Il sito che spiega le vignette di Charlie Hebdo ai non francesi

15 Gennaio 2015

Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo, dove lo scorso 7 gennaio hanno perso la vita 12 persone tra redattori e altro personale, il giornale satirico francese è diventato famosissimo in tutto il mondo. Per alcuni è un simulacro della libertà d’espressioni. Per altri una testata offensiva e volgare che pubblicava materiale razzista: il direttore del New York Times ha definito alcune delle sue vignette «insulti gratuiti».

In realtà per chi conosce il contesto – politico, sociale e culturale – in Francia, l’umorismo delle vignette di Charlie Hebdo è complesso e stratificato, zeppo di riferimenti indiretti per cui il bersaglio reale di alcuni attacchi non è affatto il bersaglio identificato da un occhio esterno. Per spiegare le vignette di Charlie Hebdo (e non solo quelle che parlano di Maometto) ai non francesi è nato il sito “Understanding Charlie Hebdo Cartoons”.

«Dire che Charlie Hebdo è omofobo è come dire che Stephen Colbert è di destra o Ali-G è razzista», si legge nell’introduzione del sito, in riferimento allo show americano che mette in scena un finto pundit ultra-conservatore (ovviamente con l’intento di prendere in giro i pundit ultra-conservatori) e il personaggio di Sacha Baron Cohen che gioca sugli stereotipi sui neri (nonché sui bianchi wannabe). La satira di Charlie Hebdo «funziona giovando con diversi livelli di interpretazione (…) e tende a lasciare l’amaro in bocca», si legge nel sito, che poi procede a fare ciò che in altre situazioni sarebbe imperdonabile: spiegare delle barzellette.

Delle molte vignette analizzate, ne riportiamo due, con dei riassunti delle rispettive spiegazioni; se volete approfondire potete andare sul sito, in inglese, a questo indirizzo.

Le ragazze nigeriane rapite da Boko Haram come approfittatrici sociali

Questa vignetta dipinge alcune ragazze incinte, rapite da Boko Haram e presumibilmente ingravidate dai terroristi che le hanno stuprate, che dicono: «Non toccate i nostri sussidi!». Il riferimento era al dibattito pubblico francese (che temporalmente si sovrapponeva al caso delle ragazze rapite in Nigeria) sulla riduzione dei sussidi alle famiglie povere e in particolare alle madri single. I detrattori dei sussidi, generalmente schierati a destra, sostenevano infatti che alcune donne ne “approfittassero”, sfornando figli apposta per ricevere sussidi: nei Paesi anglofoni le chiamano “welfer queens”, le regine del welfare, anche se secondo alcuni è un termine classista e misogino che ingigantisce un fenomeno marginale.

A prima vista, dunque, la vignetta attaccherebbe le ragazze rapite – e spesso violentate – da Boko Haram, paragonandole alle mamme single che (se prendiamo buona la posizione anti-welfare!) trufferebbero lo Stato francese. In realtà, spiega il sito, data le posizione di sinistra di Charlie Hebdo, il bersaglio reale della vignetta è una certa ultra-destra che vede le persone deboli come il nemico: al “nemico” madri-single (=approfittatrici sociali) si aggiunge il “nemico” rifugiati africani (scappano da Boko Haram e ci rubano il lavoro). Lo scopo della vignetta dunque non è deridere delle ragazze violentate, bensì deridere l’odio diffuso contro le categorie deboli.

La ministra di origine africana raffigurata come una scimmia

La vignetta raffigura il ministro della Giustizia Christiane Taubira – che incidentalmente è una donna di colore – come una scimmia, insieme alla fiamma del Fronte Nazionale. Rappresentare persone africane come scimmie è ovviamente un cliché razzista, che rimanda al concetto, ovviamente disgustoso, che gli africani sarebbero selvaggi, non evoluti, insomma pitecantropi che si cibano di banane sugli alberi (vedi il caso Kyenge). Il fatto che però ci sia il simbolo del Front National indica chiaramente però che il vero bersaglio non è affatto il ministro Taubira: Charlie Hebdo non voleva dare delle scimmie agli africani bensì ridicolizzare i razzisti e le loro posizioni.

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