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18:36 mercoledì 24 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso

Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.

28 Gennaio 2026

Laddove la politica non è ancora riuscita a far concentrare il Paese sull’imminente referendum sulla riforma della giustizia, che si terrà il 22 e 23 marzo 2026, ci è riuscito, abbondantemente riuscito, un video di quattro minuti di Alessandro Barbero. Anzi, il video in cui lo storico e divulgatore spiega perché voterà “no” rischia di essere l’unico argomento relativo alla consultazione approfonditamente dibattuto dall’opinione pubblica, più concentrata a decidere se la posizione di Barbero sia stata censurata dai social che a capire cosa preveda questa riforma e se è un cambiamento desiderabile del sistema giudiziario italiano. 

L’intento del video, pubblicato lo scorso 18 gennaio, sembrava essere proprio questo: sintetizzare brevemente i punti che Barbero considera critici nei quesiti referendari, dichiarandosi molto scettico soprattutto rispetto alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. Vuoi per la notorietà del personaggio, vuoi per l’opinione forte che esprime nel video (in cui sostiene che questa riforma della giustizia costituisca un serio pericolo di un maggiore controllo della politica e dell’esecutivo sulla magistratura), il video ha cominciato a essere molto visto e condiviso, diventando in breve virale.

Tanto che, cinque giorni dopo la sua pubblicazione, Il Fatto Quotidiano ha dato la notizia di come fosse stato oscurato in quanto “troppo virale”: una decisione di Meta, che etichetta il video come veicolo di notizie false. A quel punto, ovviamente, inizia la polemica: le opposizioni che accusano il social di censura e d’ingerenze sulla scena politica italiana, gli esponenti della maggioranza che si dicono d’accordo con la decisione di Meta, definendo il video di Barbero parziale e soprattutto fuorviante. L’intera vicenda è stata ben sintetizzata da Pagella Politica, che spiega come si tratti di una contrapposizione ideologica che ha ormai ampiamento superato il punto di partenza, cioè i contenuti della riforma.

Il video infatti continua a circolare e non è affatto oscurato. È dovuto intervenire Facta con una lunghissima e puntuale spiegazione, per ricostruire cosa fosse davvero successo. In Italia, infatti, solo Facta e Open fanno parte del Third Party Fact-checking Program (3PFC) che verifica per conto di Meta le affermazioni dei contenuti pubblicati su Facebook, Meta e Threads. Entrambi hanno esaminato il video: Facta ha deciso di non segnalarlo, sostenendo la veridicità delle informazioni fornite da Barbero, mentre Open ha optato per una strada diversa, interpretando le possibili ricadute future della riforma paventate da Barbero non come opinioni dello storico ma come informazioni fuorvianti. Da qui l’etichetta di contenuto “falso” legata all’articolo di fact-checking di Open e la limitazione della diffusione (ma non l’oscuramento né tantomeno la censura) del video.

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Come sempre accade, anche di questa vicenda esiste un lato positivo: un remix del video di Barbero che, a sorpresa, abbiamo scoperto si scopre benissimo con una versione di “Lose Yourself” di Eminem suonata tutta alla chitarra.

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