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Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.

Vi presento Harry Redknapp

Frasario per conoscere meglio Redknapp, nuovo allenatore del Qpr, mito e icona del football inglese.

23 Novembre 2012

È il nuovo allenatore dei Queens Park Rangers, allena dal lontano 1983, e la sua prima panchina (quella del Bournemouth) coincise con una sconfitta per 9 a 0. La seconda, contro il Leyton Orient, perse ancora per 5 a 0. Eppure ‘Arry, come lo chiamano ostentando una pronuncia cockney, è arrivato nella nobiltà degli allenatori inglesi, sempre a un passo dalla nazionale. Duro e puro, è una sorta di Carlo Mazzone albionico, e dopo quelle due, disgraziate, partite, non ha sbagliato un colpo: ha portato il Bournemouth alla promozione dalla terza divisione, qualificato il West Ham in Coppa Uefa nel 1999, il Tottenham in Champions League arrivando ai quarti di finale, e ha regalato la FA Cup al Portsmouth. Ora dovrà salvare il disastratissimo Qpr, ma Henry James Redknapp è passato attraverso avventure ben più difficili. Come quando, a Italia ’90, fu coinvolto in un incidente automobilistico e lo coprirono con un lenzuolo bianco, credendolo morto. Dopo quattro mesi era di nuovo in panchina.

Qui di seguito un frasario di Harry Redknapp, rigorosamente non tradotto, per capire meglio un uomo che in Inghilterra è considerato tra i migliori ed è da sempre troppo trascurato sul continente.

«I’m the most disorganised person in the world. I can’t work a computer, I don’t know what an email is… I’ve never sent a fax and I’ve never sent a text message. I’ve never wrote a letter in my life. I couldn’t write a letter, I write like a two-year-old and I can’t spell».
La sua difesa alle accuse di aver mosso capitali in un conto off-shore a Monaco, evadendo 189.000 sterline.

«Just fuckin’ run about!»
Fine indicazione tattica data a un Pavlyuchenko non ancora in grado di comprendere altre indicazioni in inglese.

«He took a knock on his ankle but we played him some Bob Marley reggae music and he was fine».
Su un apparentemente leggero infortunio di Kenwyne Jones, attaccante (nativo di Trinidad) del Southampton, portatore di una lunga chioma rasta.

«Samassi Abou went home to the Ivory Coast and got a bit of food poisoning. He must have eaten a dodgy missionary or something».
Su un’intossicazione alimentare dell’allora attaccante ivoriano del West Ham.

«Where are we in relation to Europe? Not too far from Dover».
Interrogato sulle possibilità del West Ham in Coppa Uefa.

«My wife fancies him. Even I don’t know whether to play him or f**k him».
Interrogato sulla possibilità di ingaggiare l’ala portoghese Dani da Cruz Carvalho, giocatore molto attraente, che poi giocò nel West Ham nel 1995/96.

«It will take more than a minor heart scare to convince me to walk away from the game. The only other way I’ll walk away from football is the day I stop enjoying it. And that isn’t going to happen any soon».
Dopo un intervento cardiaco a cui si sottopose lo scorso anno.

(Le citazioni sono tratte da un articolo scritto da me il 10 febbraio 2012, dopo l’esonero di Fabio Capello dalla panchina inglese, quando le voci di un’assunzione di Redknapp erano molto più che insistenti. Si rivelarono, le voci, infondate. Ma l’articolo è consultabile qui).

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