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11:29 martedì 11 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Ora sappiamo perché litigavamo sul colore di quel vestito

13 Aprile 2017

All’inizio del 2015 internet è stata scossa da un terremoto: la cantante Caitlin McNeill ha postato sul suo Tumblr la foto di un vestito in un negozio, chiedendo, innocentemente, se i suoi follower lo vedessero blu e nero, oppure bianco e oro. Nel giro di poche ore, quando la domanda si è espansa ad altri ambiti, diffondendosi capillarmente sui social network, la questione è diventata uno dei temi più discussi di quei giorni. Alla fine, nonostante la maggior parte delle persone, almeno all’inizio, vedesse “The Dress” bianco e oro, la soluzione corretta era l’altra: il vestito era effettivamente blu e nero.

Le prime spiegazioni sono arrivate anche grazie al contributo del neuroscienziato Pascal Wallisch, che su Slate ha spiegato poco dopo che ciò che ha causato il crollo della più incrollabile delle certezze – ossia che la vista sia il senso oggettivo per eccellenza – era in realtà una differenza dovuta a processi cerebrali: chi era portato a pensare che il vestito fosse in ombra, lo vedeva più frequentemente bianco e oro, e lo stesso succedeva per chi era convinto che fosse illuminato dalla luce naturale. La ragione, ha scritto Wallisch, è che il cervello, quando è esposto a dati sensibili dubbi – quali potevano essere quelli della foto scattata col cellulare della cantante – si adopera per completare il quadro in base a procedimenti deduttivi.

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La notizia di oggi, che lo scienziato ha comunicato scrivendo un nuovo articolo su Slate, è che queste deduzioni sono basate sull’esperienza personale: nello specifico, Wallisch pubblica la sua «sicura previsione» secondo la quale chi si sveglia presto al mattino e va a dormire non troppo tardi la sera, e quindi è esposto a più luce diurna, è più portato a vedere il vestito bianco e oro (un dato, peraltro, confermato dai dati da lui raccolti su campioni di migliaia di intervistati sul tema). Chi va a dormire tardi la sera e si sveglia tardi, invece, è risultato essere più portato a dare per scontato che la luce sul vestito fosse artificiale – la luce incandescente delle lampade al neon – non naturale, e quindi a vedere la stoffa blu e nera. A complicare ulteriormente le cose, c’è il fatto che la percezione dei colori, com’è stato dimostrato dagli studi di Wallisch, può cambiare nel tempo, e in alcuni casi risulta reversibile, per alcune persone «rare», che secondo lui andrebbero studiate nei laboratori.

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