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15:44 mercoledì 17 giugno 2026
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i siti dopaminici, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.
In Antartide non ha mai fatto tanto caldo come nell’ultimo mese e gli scienziati dicono che la situazione ormai è «assolutamente pazzesca» Ci sono due gradi in più del precedente massimo registrato. La neve che copre il terreno si scioglie. In cima ai ghiacciai piove invece di nevicare.
La FIFA vuole coprire tutti i loghi dei brand con cui non ha accordi commerciali negli stadi del Mondiale, ma di questi loghi ce ne sono troppi e non ci sta riuscendo E dove ci è riuscita ha ottenuto un discreto effetto comico, come nel caso del telo bianco messo a coprire il logo Levi's al Levi’s Stadium di Santa Clara.
Nel loro concerto a Bologna i Kneecap hanno fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp per parlare del blocco con cui i portuali vogliono fermare le armi dirette in Israele Il sindacalista e attivista del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha anche annunciato un grande sciopero internazionale per ottobre, «a sostegno del popolo palestinese. A sostegno del popolo libanese. A sostegno di Cuba. Contro gli oppressori e contro gli imperialisti».
Le maglie da calcio più desiderate di questi Mondiali costano soltanto 50 dollari, raccontano New York e sono un’idea di Mamdani Sono state disegnate da un'artista di Brooklyn e realizzate da una piccola azienda famigliare di Bed Stuy. Una risposta al costosissimo merchandise ufficiale del Mondiale.
Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.

Venerus, musica da notte

Intervista al cantante milanese che ha appena esordito con l'attesissimo Magica musica, un album di canzoni d'amore difficile da classificare.

25 Febbraio 2021

C’era parecchia attesa per l’album di esordio di Venerus, dopo una manciata di canzoni-test di un processo chimico creativo capace di sintetizzare la nuova sensibilità d’espressione dell’indie con lo swag emotivo della trap. Urban ed elettronica cantautoriale, sono solo un paio delle etichette che gli sono state appiccicate addosso dagli archivisti digitali dello streaming che collocano i prodotti nell’affollato supermercato del pop. Immagino il prurito alle orecchie di questo raffinato musicista che proprio su Spotify aggiorna con cura un’imperdibile playlist – Venerus’s Magic Music – che sembra curata dalle redazioni uber cool di The Wire e The Quietus: dallo spiritual jazz di Alice Coltrane al minimalismo di Susumu Yokota, passando per Dean Blunt, Andy Stott e i SAULT. Insomma, roba da intellò – sperimentazione più ricerca – che Venerus cucina con personalità in un disco di canzoni d’amore molto accessibile, senza snobismi.

Deve essere questa la pozione segreta di Magica Musica: creare un mondo musicale chiuso, intimo e privato, ma in continuità con la scena d’oggi. E che ora, insieme al produttore e amico MACE – uscito quasi in contemporanea con il disco Obe – è pronto a colonizzare di freschezza l’immaginario pop italiano. In Venerus c’è la psichedelia, presa a microdosing, nella sua tonalità più fluo e moderna, come aprire il saggio di Micheal Pollan (Come cambiare la tua mente, Adelphi) su un cappotto disegnato da Alessandro Michele; c’è il realismo magico, borgesiano e jazz; ci sono tele di gattini dipinte da un Salvador Dalì digitale; c’è Londra, dove ha passato 5 anni, ma anche tantissima Milano, dove è nato e vive. Qualcuno aveva già notato qualche somiglianza tra Venerus e un giovanissimo Alioscia dei Casino Royale, quelli della «Milano principessa della paranoia»: una loro canzone del 1995, “Lucenazione” («Strane leggi di compensazione/Resta tutto quanto un’illusione/Cosa muove ancora l’universo») potrebbe tranquillamente rivivere oggi nel disco Magica Musica.

Laddove c’erano i Massive Attack e la Bristol del trip hop come riferimento, oggi ci sono l’Rnb liquido di Frank Ocean e Blood Orange (a proposito: sentire Luca Guadagnino per il prossimo videoclip); al posto del centro sociale Pergola e di Garigliano – lo squat dei Casino – ci sono la sede di Google e il Bosco Verticale, ma in città la paranoia fa ancora rima con creatività. E sotto questo Bosco di Boeri è spuntato un fungo, Andrea Venerus. Con lui facciamo due chiacchiere al telefono, Milano è ancora gialla, e sul mio computer faccio suonare “Anno Zero” dei Casino Royale, ancora a tempo con questo strano tempo.

La musica che cambia ma per noi è la stessa
L’equipaggio è teso e dico che ha ragione
Prova tu a suonare in questa situazione
Tutto può scoppiare da un momento all’altro
May day may day ho un’emergenza, Pardo, relax!
Quanto ci costa mantenere l’astronave sulla rotta giusta

Magica Musica è un disco di atmosfere notturne, potremmo definirlo post clubbing, se solo i club fossero aperti…
È un disco nato nelle ore scure, di notte vengono meno certe strutture razionali della mente. Non so se hai presente “L’incubo”, un quadro di Johann Heinrich Füssli, con l’incubo che si siede sopra la ragazza dormiente. Di notte prendono il sopravvento reazioni non controllabili e mi piace esplorare quel mondo. Possiamo dire che è un disco intellettualmente notturno.

Un frame dal video di “Ogni pensiero vola”

ⓢ A proposito di “intellettualmente”, nella presentazione al disco scrivi: «È una chiave per spezzare il meccanismo intellettuale che lega i pensieri dell’uomo moderno». Me la spieghi?
Viviamo in una società molto sviluppata, dal punto di vista scientifico e tecnologico, dove però si stanno perdendo valori come l’empatia e il sentimento, che hanno bisogno di tempi diversi, più lenti. Nel disco ho sentito l’esigenza di rallentare, non in chiave anti-progresso – anzi, evviva il progresso! – ma per una mia ricerca creativa e artistica che richiede tempo: ho scritto brani lunghi, con lunghi assoli in un disco che dura più di un’ora.

ⓢ Infatti nel disco ci sono atmosfere dilatate, quasi psichedeliche. Tu stesso hai definito questo lavoro un fungo.
La libertà espressiva, senza paura di sintetizzarla, è un valore. Non servono pillole riassuntive. Ascoltare la musica è un’attività mentale e fisica in cui per primo metto molta concentrazione. Mi piace fare musica in questo modo, distorcere la struttura della realtà come la percepiamo è la mia missione.

ⓢ Le canzoni hanno una sorta di carica erotica, sono sexy.
Sono passionale, vivo intensamente i rapporti amorosi, e il sesso fa parte della mia vita, quindi del disco.

È musica per fare sesso?
Me lo dicono spesso, mi piace ascoltare la musica mentre faccio l’amore. Forse c’entra.

Torniamo al titolo del disco. Dov’è per te la magia?
La magia è a rilascio lento. Ci sono sensazioni nelle tracce che spero facciano effetto anche quando qualcuno ascolterà il disco nel 2050.

C’è un sentimento diffuso nelle canzoni, che è anche il titolo di una di queste: “Una certa solitudine”.
La solitudine è la firma del disco, e del mio profilo psicologico.  Da tempo faccio esperienza consapevole di solitudine, mi sta molto a cuore ed è la chiave per rendere accessibile il mio lavoro ad altre persone che la vivono.

È una solitudine generazionale? C’entra qualcosa l’indie triste e l’emo trap delle playlist di Spotify?
È un sentimento collettivo. Ci sono momenti ciclici in cui l’ambiente sociale sembra di plastica – come la musica dominata dalle views e dai dischi di platino – ed è più forte perciò la ricerca di una genuinità, rivolgendo lo sguardo a se stessi, rimanendo in ascolto.

Cosa hai ascoltato in questi mesi?
Un sacco di jazz. Miles Davis e Coltrane li ho assorbiti in giovane età, ora mi interessano i primi anni Settanta: Bobbi Humphrey e le atmosfere distese, quasi ambient.

In Magica Musica ci sono tante collaborazioni, con cantati e produttori. Come funziona?
Te lo spiego così: «Siamo amici? Bomba! Vogliamo fare musica insieme? Bomba! Facciamola». Il punto di partenza è sempre e solo l’amicizia .

Quanto lavori sulla tua immagine?
Un sacco, è un tramite per comunicare la mia musica e contestualizzarla. Non pianifico, ho una creatività abbastanza spontanea che mi permette di avere delle idee e metterle in pratica senza timidezza.

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Il grande romanzo Millennial forse esiste e l’ha scritto Gabriella Dal Lago

Giorni futuri, terza opera della scrittrice torinese, è una grande ma intima storia sul valore dell'amicizia e come mantenerla attraverso i decenni. Con un passo internazionale.