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07:55 venerdì 7 agosto 2026
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.

Valentino e l’artificio di una sfilata

Lo show concepito da Pierpaolo Piccioli e Nick Knight è stato uno degli esperimenti più riusciti delle fashion week in formato digitale.

29 Luglio 2020

Mentre eravamo ancora in quarantena, l’eventualità delle fashion week digitali ha evidentemente forzato alcune interessanti riflessioni all’interno delle strategie dei marchi, che hanno portato agli esperimenti che abbiamo visto svolgersi nelle ultime settimane. Se Londra ha faticato più del solito a ritagliarsi uno spazio, i calendari di Parigi e Milano hanno invece offerto alcune prove molto convincenti, sebbene i risultati generali almeno un dubbio l’hanno chiarito, e cioè che le sfilate dal vivo sono decisamente difficili da sostituire. Stando a quanto riporta Business of Fashion, i risultati in fatto di engagement, come si chiama oggi la risposta a un contenuto sui social che misura il successo o l’insuccesso di tale contenuto, sono stati infatti piuttosto fiacchi per entrambe le manifestazioni, tolte alcune eccezioni.

Nonostante le risorse, le collaborazioni, i nuovi format, la maggior parte dei marchi ha registrato un calo significativo del proprio engagement rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, faticando così ad arrivare a un pubblico più ampio. Significa che in questi anni abbiamo tutti sbagliato a interrogarci sulla presunta fine di questo tipo di eventi? Non proprio, considerando come anche chi ha sfilato in presenza (Jacquemus e Dolce & Gabbana, ad esempio), tra polemiche e distanziamento sociale, non ha ottenuto lo stesso ritorno d’immagine di una “normale” settimana della moda. C’era poca voglia di seguire le cose di moda in un momento in cui una parte di mondo cerca di scrollarsi di dosso una pandemia e l’altra la combatte ancora attivamente? Può darsi. Quello che, semmai, le sfilate digitali hanno confermato è quanto sarà difficile, d’ora in poi, conquistarsi quello spazio di rilevanza mediatica e quanti fattori la costituiscono oggi, a patto che si decida di inseguirla.

 

È interessante, allora, guardare alle poche eccezioni, com’è stata la collezione di haute couture per l’Autunno Inverno 2020-2021 di Valentino, che sempre secondo Bof «ha ottenuto prestazioni migliori rispetto alla media complessiva della stagione, indicando che una presentazione avvincente può ancora avere un impatto, anche se è limitata al mondo digitale». La performance, intitolata Of Grace and Light, era il frutto di un dialogo avviato nei mesi di lockdown tra il direttore creativo Pierpaolo Piccioli e il fotografo, videomaker e vero precursore del digitale nella moda Nick Knight. Nel loro caso, l’impossibilità fisica a succedere ha stimolato alcune notevoli riflessioni sull’abito, che si sono incontrate e scontrate – il “sentimentalismo” di Piccioli, come lo chiama lui stesso, e la “freddezza”, forse meglio la precisione, dello sguardo digitale di Knight [su Rivista Studio alcune immagini e un video di backstage esclusivi, nda].

Le silhouette allungate all’inverosimile, che hanno dimostrato ancora una volta la capacità di Piccioli di portare all’estremo le capacità tecniche del suo atelier e le possibilità che l’alta moda può offrire a chi sa maneggiarla, raccontavano bene di quell’impossibilità: si trattava infatti di «abiti in cui è impossibile camminare», come ha spiegato lo stesso direttore creativo in varie interviste. Allo stesso tempo, riportavano al centro della discussione almeno due elementi fondamentali: quello della tecnologia come ispirazione e principio d’azione, e non solo come mezzo – non è casuale fosse coinvolto Knight, che con Alexander McQueen ha molto lavorato sull’innesto tra tecnologico e umano – e quello della moda come pura bellezza, puro escapismo, motore dimenticato di quella parte dell’industria, com’è la couture, che non ha niente di contemporaneo. Non è inclusiva, non è democratica, non si può leggere con gli occhiali del presente senza fraintenderla, eppure Piccioli e Knight hanno dimostrato che si può goderne lo stesso, una cosa che nel clima culturale di oggi è un mezzo miracolo.

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