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21:58 venerdì 20 febbraio 2026
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.

Valentino e l’artificio di una sfilata

Lo show concepito da Pierpaolo Piccioli e Nick Knight è stato uno degli esperimenti più riusciti delle fashion week in formato digitale.

29 Luglio 2020

Mentre eravamo ancora in quarantena, l’eventualità delle fashion week digitali ha evidentemente forzato alcune interessanti riflessioni all’interno delle strategie dei marchi, che hanno portato agli esperimenti che abbiamo visto svolgersi nelle ultime settimane. Se Londra ha faticato più del solito a ritagliarsi uno spazio, i calendari di Parigi e Milano hanno invece offerto alcune prove molto convincenti, sebbene i risultati generali almeno un dubbio l’hanno chiarito, e cioè che le sfilate dal vivo sono decisamente difficili da sostituire. Stando a quanto riporta Business of Fashion, i risultati in fatto di engagement, come si chiama oggi la risposta a un contenuto sui social che misura il successo o l’insuccesso di tale contenuto, sono stati infatti piuttosto fiacchi per entrambe le manifestazioni, tolte alcune eccezioni.

Nonostante le risorse, le collaborazioni, i nuovi format, la maggior parte dei marchi ha registrato un calo significativo del proprio engagement rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, faticando così ad arrivare a un pubblico più ampio. Significa che in questi anni abbiamo tutti sbagliato a interrogarci sulla presunta fine di questo tipo di eventi? Non proprio, considerando come anche chi ha sfilato in presenza (Jacquemus e Dolce & Gabbana, ad esempio), tra polemiche e distanziamento sociale, non ha ottenuto lo stesso ritorno d’immagine di una “normale” settimana della moda. C’era poca voglia di seguire le cose di moda in un momento in cui una parte di mondo cerca di scrollarsi di dosso una pandemia e l’altra la combatte ancora attivamente? Può darsi. Quello che, semmai, le sfilate digitali hanno confermato è quanto sarà difficile, d’ora in poi, conquistarsi quello spazio di rilevanza mediatica e quanti fattori la costituiscono oggi, a patto che si decida di inseguirla.

 

È interessante, allora, guardare alle poche eccezioni, com’è stata la collezione di haute couture per l’Autunno Inverno 2020-2021 di Valentino, che sempre secondo Bof «ha ottenuto prestazioni migliori rispetto alla media complessiva della stagione, indicando che una presentazione avvincente può ancora avere un impatto, anche se è limitata al mondo digitale». La performance, intitolata Of Grace and Light, era il frutto di un dialogo avviato nei mesi di lockdown tra il direttore creativo Pierpaolo Piccioli e il fotografo, videomaker e vero precursore del digitale nella moda Nick Knight. Nel loro caso, l’impossibilità fisica a succedere ha stimolato alcune notevoli riflessioni sull’abito, che si sono incontrate e scontrate – il “sentimentalismo” di Piccioli, come lo chiama lui stesso, e la “freddezza”, forse meglio la precisione, dello sguardo digitale di Knight [su Rivista Studio alcune immagini e un video di backstage esclusivi, nda].

Le silhouette allungate all’inverosimile, che hanno dimostrato ancora una volta la capacità di Piccioli di portare all’estremo le capacità tecniche del suo atelier e le possibilità che l’alta moda può offrire a chi sa maneggiarla, raccontavano bene di quell’impossibilità: si trattava infatti di «abiti in cui è impossibile camminare», come ha spiegato lo stesso direttore creativo in varie interviste. Allo stesso tempo, riportavano al centro della discussione almeno due elementi fondamentali: quello della tecnologia come ispirazione e principio d’azione, e non solo come mezzo – non è casuale fosse coinvolto Knight, che con Alexander McQueen ha molto lavorato sull’innesto tra tecnologico e umano – e quello della moda come pura bellezza, puro escapismo, motore dimenticato di quella parte dell’industria, com’è la couture, che non ha niente di contemporaneo. Non è inclusiva, non è democratica, non si può leggere con gli occhiali del presente senza fraintenderla, eppure Piccioli e Knight hanno dimostrato che si può goderne lo stesso, una cosa che nel clima culturale di oggi è un mezzo miracolo.

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