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21:02 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

La nuova campagna di Valentino è affidata a scrittori e poeti

05 Marzo 2021

Una campagna pubblicitaria fatta interamente di parole. Non sarebbe una novità se a farlo non fosse un marchio di moda: per la collezione Primavera Estate 2021, la stessa che ha sfilato a Milano all’ex fonderia Macchi in zona Bovisa lo scorso settembre, Valentino ha scelto di affidarsi alle parole di alcuni scrittori e poeti al posto di utilizzare delle immagini che, almeno in teoria, sarebbero più consone a veicolare il messaggio di un brand di moda. Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli ha invitato autori rinomati a prestare la loro voce per creare sei differenti campagne di solo testo, con l’intenzione di mettere alla prova e allargare il concetto di comunicazione nella moda. Per farlo, ha scelto Donna Tartt, Elif Shafak, Janet Mock, Lisa Taddeo, Matthew Lopez, Ocean Vuong e Yrsa Daley-Ward, ognuno dei quali ha creato un testo senza limitazione di genere narrativo per narrare la collezione e i suoi intenti. Si tratta dunque di testi inediti tranne che nel caso di Donna Tartt, che è stata scelta proprio perché in un paragrafo de Il cardellino c’è un personaggio che indossa un abito di Valentino.

Donna Tartt X Valentino Collezione Milano

L’esperimento è certamente interessante e si inserisce nel lavoro di ri-significazione dei codici che Piccioli sta portando avanti nel marchio ormai da molte stagioni: non solo attraverso il casting e l’esplorazioni di modelli di bellezza differenti, a cominciare dal tradizionalissimo territorio della couture, ma anche con la decisione di abbandonare momentaneamente i palazzi parigini per iniziare un percorso itinerante che ha portato Valentino, nelle ultime tre stagioni, a sfilare in uno spazio post industriale a Milano, alla Galleria Colonna di Roma e, lo scorso 1 marzo, al Piccolo Teatro di Milano. La scelta degli autori per la campagna di Valentino Collezione Milano riflette quella stessa volontà esplorativa che oggi porta i marchi più attenti a mettere in discussione il loro ruolo nell’industria e a diventare sempre più centri di produzione culturale.

Ocean Vuong X Valentino Collezione Milano

«Sono un lettore di poesie e questo mi aiuta a visualizzare le parole e a trasmettere le mie emozioni e la mia visione. Penso che la poesia protegga la nostra umanità e consenta esplorazioni interiori, ti dà la lente attraverso la quale si può davvero toccare la natura dei nostri sentimenti più intimi», ha spiegato Piccioli, che durante la conferenza stampa dopo la sfilata al Piccolo aveva raccontato di aver lavorato alla collezione per sottrazione, cesellando la silhouette, rifinendo i materiali e restringendo i colori (solo il bianco e il nero, con alcuni tocchi di oro) per rendere il messaggio più asciutto e radicale. Qualcosa di molto simile a quello che fanno scrittori e poeti nell’atto di scrivere (non è un caso che Piccioli abbia definito lo show al Piccolo un «atto di moda»), compresi quelli che hanno scritto storie di una sola pagina per raccontare gli abiti da lui disegnati. Può la moda riempire gli occhi di sole parole? Quella di Valentino sì. Buona lettura.

Yrsa Daley-Ward X Valentino Collezione Milano

Elif Shafak X Valentino Collezione Milano

Janet Mock X Valentino Collezione Milano

Lisa Taddeo X Valentino Collezione Milano

Matthew Lopez X Valentino Collezione Milano

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