Hype ↓
05:00 domenica 7 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Uomini veri

"Riprendetevi la mascolinità", recita uno spot semiserio per l'uscita di Die Hard. Viaggio femminile nell'universo degli action movie.

18 Febbraio 2013

L’uscita di Die Hard – Un buon giorno per morire, quinto capitolo di una saga iniziata nel 1988, si accompagna sul mercato inglese a uno spot pubblicitario dal titolo “Take Back Manhood“, “riprendetevi la mascolinità”. Stando alla voce fuori campo, gli uomini di oggi sono dei mollaccioni: a distruggerli sono stati lo yoga, i video buffi su YouTube e i caramel lattes, tutte cose contrarie all’uno-due usare il cervello / picchiare più forte dell’avversario di cui viene considerato portavoce l’eroe della saga John McClane. Gli spettatori sono quindi esortati a man the fuck up, “tirare fuori i coglioni”, e andare a vedere Die Hard.

Ora, l’intenzione comica dello spot non potrebbe essere più evidente. Lo stesso. Io ci penso e mi accorgo che a mascolinità non sto messa bene, questa settimana. Perché non è solo una cosa di uomini: è un tratto della personalità. E lo si può risvegliare a comando. Basta evitare i passatempi assimilabili alla sfera del “futile” (o del “femminile”) e il cibo zuccheroso, e guardare film d’azione con eroi anni ’80, che ci risultino già familiari. Per 24 ore è fattibilissimo.

Devo solo togliermi una curiosità, prima.

– Papà, cos’è la mascolinità?
– Prendersi del tempo prima di arrivare a una decisione.
– Tutto qui?
– A volte, fare dello sport.

Ripeto la stessa domanda a un amico programmatore. Per lui, la mascolinità è «sapere cosa si vuole e sapere come muoversi per ottenerlo». Un altro amico, che vende piastrelle, dice che la mascolinità è «provare un dolore pazzesco e sforzarsi perché da fuori non si noti nulla». Li ringrazio, e ci salutiamo cantando Berserker.

Via.

10:00 Dovevo svegliarmi alle otto.

10:30 Caffè.

10:38 Alba Rossa. Lo guardo con la giacca da neve e le finestre spalancate.

12:00 Se non contiamo il fatto che Alba Rossa mette in scena, con implacabile serietà, l’invasione degli Stati Uniti da parte dell’Unione Sovietica e di Cuba, e il fatto che l’unico midollo spinale del circondario appartenga ai ragazzini scappati sulle montagne a fare la Resistenza, questo è un classico del filone «provare un dolore pazzesco e sforzarsi perché da fuori non si noti nulla». E poi: non riesco a recuperarla ora, ma in un’intervista di alcuni anni fa al co-protagonista Charlie Sheen veniva fuori che John Milius prima di girare le scene più faticose lo motivava così, il giovane Sheen: «senti, ragazzo, ti ho voluto io nel mio film, lo so che non sei una fighetta». Secondo me, nella scena del cervo, Milius il sangue di cervo agli attori l’ha fatto bere sul serio. Ha fatto bene.

12:38 Caffé.

13:00 Sorpresa! Pranzo di lavoro. Sorpresa doppia: non sapevo che fosse oggi, e la donna con cui pranzo non sa che dobbiamo parlare di lavoro.

14:30 Allora, una certa dose di mascolinità risolve. Non mi sono sbilanciata su nulla, ho pensato prima di parlare, ho trattenuto il sorriso, e alla fine è stata lei a chiedermi se per caso avevo delle idee. Boom, nailed it.

15:00 Dovrei recuperare il mio rapporto con le armi da fuoco. Purtroppo l’unico poligono di tiro a Milano, secondo Google, chiede quasi 200 euro di iscrizione all’anno. Dubito che mi lascino entrare a dare un’occhiata gratis. Ripenso al cugino medico di pronto soccorso, che mi mise in mano una Beretta quando avevo diciott’anni, invitandomi a soppesarla con calma. Credo fosse scarica.

15:15 Caffé.

15:30 Schwarzenegger time. La scelta è tra Predator e Danko. (Commando non vale: l’ho visto trenta volte, come tutti gli italiani della mia età.) Danko me lo ricordo abbastanza bene. Specie la scena dove lui va in albergo, accende la TV, ci trova un porno, fa una smorfia e grugnisce, «capitalismo».

15:35 Predator.

16:00. Penso a Hans e Franz, una vecchia gag del Saturday Night Live debuttata quasi in contemporanea a questo film, dove due bodybuilder austriaci deficienti accusavano i loro detrattori di essere dei girlie men (signorine, fighette). Ecco, Schwarzenegger, con immensa furbizia, adottò quella gag, se ne fece orgoglioso portavoce, e usò spesso la battuta durante i suoi anni nel partito Repubblicano, chiamando girlie men tutti quelli che non la pensavano come lui. A rivedere il film oggi, tra lui e Jesse Ventura, sembra che il cast al completo abbia poi ricoperto posti di responsabilità nelle istituzioni del proprio paese.

16:35 Predator non funziona. Mi distraggo, e rifletto sul problema dei lupi mannari che si sentono pronti a mettere su famiglia, ma non trovano un compagno affidabile. Aiuto.

16:37. Il pubblico su Twitter mi suggerisce A testa alta. E’ un film del 2004, però gira intorno a The Rock che riporta La Legge nella sua città impugnando un ciocco di legno e dandolo in testa ai cattivi neo-liberisti.

16:43 Mi tolgo la giacca da neve.

17:25 Scambio di battute cruciale: «Dove hai imparato queste cose?» «Guardando Cops.» «E’ un bel programma.» Sorrido, ma se i personaggi di una fiction virile hanno imparato a essere uomini da altre fiction virili, vuol dire che la mascolinità è solo un labirinto di specchi. Il liberismo selvaggio, comunque, è il nemico ricorrente: qui la chiusura dell’industria locale, e la conseguente apertura di un casinò, ha trasformato un’intera città in una massa di disoccupati dediti al gioco d’azzardo. Purtroppo, va detto, il ciocco di legno ha poco peso nell’azione. E quando The Rock bacia la sua amichetta d’infanzia parte una cover acustica di Blue Monday.

18:06. Senza titoli di coda, A testa alta dura 70′. Sono esausta.

18:10 Esco a comprare l’Economist.

18:20 In realtà, di uomini a cui ho chiesto una definizione di “mascolinità”, ce ne sono molti di più rispetto ai tre che citavo all’inizio. E’ solo che io non ho spiegato perché gli stavo facendo quella domanda, quindi loro hanno tutti dato per scontato che fosse uno scherzo. E le loro risposte erano di due tipi: cose che hanno visto fare nei film («spaccare legna», ad esempio), e cose che non mi racconterebbero, se le facessero davvero («giocare a Call of Duty insultando le mamme degli avversari», «cercare parole sconce su Google»). Se non contiamo alcune cose dette quasi chiedendo scusa, come «avere la febbre a 37 e chiedere di poter morire da eroi sul divano». La mascolinità non è un argomento di cui si parli, quindi.

18.45 Caffè.

19.05 Aliens – Scontro finale.

19:30 Contrazioni uterine, fortissime, non provocate da nulla. E razionalmente io lo so che ho fatto la doccia ieri sera, ma i miei capelli hanno la consistenza del fango.

Tra le nove e le dieci di sera deve esserci stato di mezzo YouTube, e dev’essere stato orribile, se stamattina tra i video consigliati per me ho trovato uno, due e tre. (Li ho trovati.) Era comunque evidente che, dopo un breve “esperimento sociale sulla mascolinità” atrocemente malinteso, per tirarmi fuori da casa e portarmi a vedere Die Hard – Un buon giorno per morire dovevano arrivare le locuste.

Però mi sono addormentata col portatile sulla pancia e il Die Hard originale in sottofondo. E quando lui strisciava nel condotto dell’aerazione, e per farsi coraggio ripeteva «vieni in California, ci divertiremo…», ho apprezzato molto. Brav’uomo.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.