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05:22 venerdì 27 marzo 2026
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
La fotografia della serie di Harry Potter è così strana che i fan si sono convinti che sia stata girata usando l’AI La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.
È appena stato annunciato un nuovo film del Signore degli anelli ed è già il più strano di tutta la saga Si intitola The Lord of the Rings: Shadow of the Past, sarà prodotto da Peter Jackson, avrà come protagonisti Sam, Merry e Pipino e soprattutto lo scriverà Stephen Colbert.
Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
Su internet sempre più maschi si rivolgono ai face rater, cioè tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti Ci sono interi subreddit dedicati e server Discord appositi: basta pubblicare una foto della propria faccia e chiedere che venga recensita.

Uniqlo ha deciso che terrà aperti tutti i suoi negozi in Russia

07 Marzo 2022

***Aggiornameno del 10 marzo 2022: Uniqlo ha annunciato la decisione di interrompere tutte le attività commerciali in Russia. In un comunicato, l’azienda ha spiegato la scelta citando «le numerose difficoltà incontrate di recente, comprese complicazioni di carattere operativo e l’aggravarsi del conflitto». Uniqlo ribadisce però la convinzione espressa da Tadashi Yanai, Ceo di Fast Retailing Co. (l’azienda che controlla la catena d’abbigliamento): «Fornire ai clienti russi capi d’abbigliamento quotidiani» è parte della ragion d’essere dell’azienda, si legge nella nota. «I nostri pensieri vanno alle persone che oggi stanno soffrendo e faremo tutto ciò che è in nostro potere per aiutarle in questo tragico momento. Speriamo che pace e stabilità tornino il prima possibile», così si chiude il comunicato. 

«I vestiti sono una delle necessità della vita. Anche il popolo russo ha diritto di vivere, proprio come noi», così Tadashi Yanai, amministratore delegato di Fast Retailing Co., l’azienda che controlla Uniqlo, ha commentato la decisione di tenere aperti tutti i cinquanta negozi della catena presenti in Russia. L’affermazione era contenuta in alcune mail inviate da Yanai e pubblicate inizialmente dal giornale giapponese Nikkei. Yanai ribadisce di essere (ovviamente) contro la guerra e invita tutti i Paesi del mondo a opporsi, ma rimane convinto della sua decisione di non interrompere le attività commerciali in Russia.

Non è la prima volta che Yanai prende una decisione diversa rispetto al resto del mondo dell’impresa. Uniqlo è, fin qui, una delle poche aziende che ha apertamente affermato la sua volontà di continuare a operare in Russia. Già in passato Yanai era stato critico nei confronti della tendenza a imporre alla aziende decisioni di natura politica. Nello scorso aprile si era rifiutato di commentare le notizie secondo le quali la sua azienda aveva acquistato del cotone proveniente dalla regione cinese dello Xinjiang (una materia prima che altre aziende, come per esempio Nike, si sono impegnate a non utilizzare), notizie diffuse un mese prima che gli Stati Uniti impedissero l’importazione di un carico di maglie Uniqlo perché si sospettava fossero frutto di lavoro forzato. Un sospetto che l’azienda ha però sempre smentito, anche quando si è trovata sotto indagine da parte delle autorità francesi per lo stesso motivo.

Come detto, per il momento Uniqlo è una delle poche multinazionali che hanno deciso di continuare ad avere rapporti e/o presenza commerciale in Russia. In questi giorni, la lista delle aziende che hanno abbandonato il Paese in seguito alla decisione di Putin di invadere l’Ucraina si è fatta lunghissima, e si allunga un po’ di più con il passare di ogni giorno. Solo per citare le più note: due delle Big Four delle società di consulenza, KPMG e PricewaterhouseCoopers, le credit card companies Visa, Mastercard e American Express; le aziende del settore tech Samsung, Apple, Microsoft, Intel, Dell, Netflix, TikTok, Meta, Google; quelle del settore automobilistico Ford, Harley Davidson, Volvo, Renault, Toyota, Honda, Volkswagen e Mercedes; quelle dei beni di consumo, tra le quali ci sono Nike, H&M, Ikea, Airbnb, Disney, Carlsberg e Budvar. La scelta di Uniqlo, però, per quanto minoritaria non è “unica”. Ci sono altre aziende giapponesi che hanno deciso anch’esse di rimanere in Russia nonostante le pressioni internazionali: Mitsubishi e Mitsui, che hanno affermato più o meno esplicitamente di non voler “affrettare” l’uscita dal Paese. E poi c’è Japan Tobacco Inc., che detiene una fetta del mercato russo dei tabacchi pari al 37%, che ha ribadito di voler continuare le attività in Russia pur rispettando gli obblighi che vengono dalle sanzioni nazionali e internazionali.

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