Hype ↓
16:56 lunedì 17 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Un’imitazione ci seppellirà

Un venerdì sera passato a guardare lo show di prima serata su Rai Uno, dove aleggia lo spirito nazionale e tutto finisce per essere al proprio posto.

07 Ottobre 2013

Se vogliamo cambiare l’Italia non dobbiamo studiare di più, affinare i nostri gusti sulla mola esigente dell’avanguardia o indignarci con più forza. Quello che dobbiamo fare è imparare a dialogare con tutti e per farlo non c’è niente di meglio che condividere un solido e comune background culturale. Per costruircene uno iniziamo da Tale e quale show di Carlo Conti (Rai Uno, venerdì sera), un programma che fin dal titolo lascia intravedere rassicuranti segnali di cambiamento.

Cosa se ne può dire? Tale e quale show è un rappresentante di indubbio valore della categoria ormai quasi defunta dello show di prima serata. La famiglia si riunisce per giocare a carte e nel frattempo guarda le imitazioni dei cantanti sul teleschermo. Il concept è semplice e pulito e mantiene quello che promette. Carlo Conti è una guida sicura ma sempre un po’ sul chi va là. Il suo compito è quello di introdurre al pubblico una sfilza di concorrenti dalle facce note e rassicuranti. Una carrellata da sinistra verso destra rivelerebbe: Amadeus, Kaspar Capparoni, Fiordaliso, Riccardo Fogli, Attilio Fontana, Clizia Fornasier, Fabrizio Frizzi, Roberta Lanfranchi, Chiara Noschese e Silvia Salemi. Ognuno di loro imita un cantante famoso, italiano o straniero, in vita o defunto, contemporaneo o classico, creando effetti di mash up unici dove a Morandi/Fiordaliso segue la performance di Bowie/Capparoni. Una schizofrenia tenuta sempre a bada dal format che uniforma tutto senza mai mostrare la corda. A giudicare le loro esibizioni sono chiamati tre giudici: Christian De Sica, Loretta Goggi e Claudio Lippi, veri e propri depositari del gusto popolare.

Va detto che Tale e quale show è un programma molto generoso, ci sono, per esempio, almeno tre conduttori. Tra questi, l’unico che continua a fare il suo mestiere è Carlo Conti. Perché lui e non gli altri due non lo so, ma qualcosa vorrà pur dire. Non potendo condurre, a Frizzi e Amadeus non resta che cantare. L’uno travestito da Jovanotti (Amadeus) e l’altro da Sordi (Frizzi), i due ex conduttori sono un monito costante per Carlo Conti che non può fare a meno di sentire il tic-toc del time-code scorrere inesorabilmente anche per lui. Così mi spiego il suo fare guardingo e preoccupato. Saprebbe cantare altrettanto bene di Frizzi? Saprebbe incassare le critiche feroci del giudice Christian De Sica come sa fare Amadeus? A proposito, merita di essere riportata per arguzia la stoccata che De Sica molla ad Amadeus al termine di Ragazzo fortunato: “Hai iniziato la carriera lanciando Jovanotti in radio e la chiudi imitandolo in tv”, la battuta cattiva sulla tv generalista ha esiti più feroci che altrove perché non è prevista dal format.

Tra un’imitazione e l’altra, mi ritrovo a pensare che il programma è ben fatto e divertente. Non ti chiede nulla, vuole solo che ti abbandoni ai sentimenti, ai ricordi, alle fusa del teleschermo, l’esatto contrario di quello che ti chiede la tv fighetta di oggi. Se X Factor bandisce l’imitazione, Tale e quale show ne fa il fulcro del programma. Quello che là è il male da sanzionare, chi “imita” di solito viene esposto al pubblico ludibrio dai giudici, qui è la base condivisa del divertimento. Non ci sono eliminazioni e così non ci sono neppure veri vincitori e vinti. Tutto è fatto con estrema precisione e attenzione ai dettagli. I costumi e i trucchi sono pregevoli, la preparazione del concorrente è encomiabile… non c’è nulla di lasciato al caso, proprio come un vero show di prima serata dei tempi andati.

La sensazione che si prova di fronte a queste imitazioni è forse l’aspetto più critico di tutto il programma. Almeno, io l’ho vissuta così: sembra di essere in un museo delle cere. Il freddo alito della morte aleggia dappertutto. Anche chi è ancora in vita, come Jovanotti, sembra morto. L’imitazione diventa subito omaggio. Quando poi l’omaggiato è morto per davvero, come Modugno o lo stesso Sordi, be’, è l’Italia intera, con il suo Spirito nazionale e le sue tradizioni che aleggia, anzi, grava sullo studio e nelle case di milioni di italiani, già spaventati da questi anni Dieci e ora anche straniti. La senti proprio la forza dei miti fondanti del paese catodico che si scioglie nelle vene e ti entra in circolo come quando eri bambinetto. Un sentimento che parla sempre di qualcosa che non c’è più. Non c’è più Sordi ma non c’è più neanche Amadeus, che imitando Jovanotti fa scomparire anche lui. Il programma si nutre di un passato contagiosamente trapassato. Sarebbe però sbagliato definirlo un programma zombi e mi guarderò bene dal farlo. Ma allora cosa sto guardando? Nel profilo di ascolto oltre agli anziani ci sono anche i bambini, perché? Che cosa potrà mai capire un bambino di tutto questo?

Domande che si presentano con più forza durante la fase finale dello show, quando si decreta vincitore Nel blu, dipinto di blu di Modugno/Capparoni, anzi del “Grande Modugno”.

Con estrema precisione tutto va al suo posto. Il programma racconta un’Italia fossilizzata in un’enorme goccia d’ambra che si piega al racconto stereotipato di sé, come quei vecchi che con l’età ripetono sempre la stessa storia senza essere davvero presenti a se stessi. Il presente racconta un’Italia diversa? Fa niente, almeno l’intrattenimento di Rai 1 sia così. Se non possiamo avere la forza propulsiva e il genio dell’Italia del Boom o il Jovanotti spensierato che cantava la sua fortuna, per lo meno dateci la loro imitazione e non rompete più l’anima. E poi le imitazioni piacciono tanto ai bambini, fa niente se non sanno chi è Modugno. Vedono un adulto travestito che fa spettacolo e gli basta.

È giunta l’ora di aprire un dialogo prima che tutto sia perduto. Se considerate che le balere di Milano da qualche anno sono prese d’assalto da orde di hipster, a breve guardare programmi come Tale e quale show sarà un’attività non solo utile per suturare la spaccatura con buona parte della popolazione italiana ma anche un’attività decisamente all’avanguardia per il venerdì sera.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.