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02:31 venerdì 17 aprile 2026
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.

C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato

Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.

02 Marzo 2026

Su Steam è disponibile Unemployment Simulator 2018, un singlepayer (ovviamente) che affronta il dolore emotivo, il peso dell’età adulta e la pressione sociale che deriva dall’essere disoccupati con un unico obiettivo: non morire di noia. Il trailer del videogioco si apre con l’annuncio: «Buongiorno, congratulazioni, sei disoccupato. Ora hai tempo per fare tutte quelle cose incredibilmente importanti che non hai mai potuto fare». E le “missioni” da completare sono infinite, spaziano dal lavare i piatti a farsi la doccia, masturbarsi, giocare ai videogiochi, mandare curriculum (perché anche mandare curriculum è un lavoro) e sognare. In questo indie game l’unico momento di vera libertà, una libertà che per il resto del tempo è avvelenata dalla noia e dall’ansia, è il sonno. Lì, a detta dello sviluppatore, «puoi essere chiunque: un impiegato, un marito, un eroe. È quando si dorme che si è più vivi, fino a quando non suona la sveglia».

Come tutti i roguelike che si rispettino, sul personaggio galleggia una barra che segna i punti vita. In Unemployment Simulator 2018, gli HP (health point) sono influenzati da dopamina, ansia, salute, fatica e tasso alcolico. Questi parametri cambiano a seconda delle azioni che il personaggio compie e, come nel mondo vero, a ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria. Il gioco è ambientato nel 2018 e si svolge tutto in un monolocale «da qualche parte in un anonimo Stato sociale del nord Europa». La grafica è una pixel art basata sul disegno a mano, il gioco è stato sviluppato da Samuel Lehikoinen, al debutto su Steam con la software house Turbolento Publishing.

Secondo la Commissione Europea, come testimonia l’ultimo report di settore aggiornato al 2024, nell’Ue ci sono 13 milioni di persone disoccupate (6,3 milioni uomini e 6,2 donne). Nonostante il numero inferiore di donne disoccupate, queste rappresentavano il 6,2 per cento della forza lavoro femminile, mentre gli uomini disoccupati rappresentavano una percentuale inferiore (il 5,7 per cento) della forza lavoro maschile. La Grecia ha registrato la differenza di genere più significativa, con un tasso di disoccupazione del 12,8 per cento per le donne rispetto all’8 per cento per gli uomini. Nei restanti 13 paesi dell’UE, il tasso di disoccupazione degli uomini ha superato quello delle donne. La Lettonia ha registrato la differenza più marcata, con un tasso di disoccupazione maschile dell’8,0 per cento rispetto al 5,8 per cento delle donne. La Croazia e l’Irlanda, invece, hanno registrato tassi di disoccupazione uguali per uomini e donne.

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