Hype ↓
14:37 martedì 25 agosto 2026
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.

Un’app per non stare male

Hanno nomi incoraggianti come “MyCompass”, “Bite Back”, “Aspire”, “SuperBetter” e milioni di utenti che le usano. Benefici e svantaggi degli anti-depressivi tecnologici.

24 Settembre 2015

C’è un’app che potrebbe fare al caso vostro. Le applicazioni psico-terapeutiche sono ormai più di tremila, hanno nomi incoraggianti come MyCompass, Bite Back, Aspire, SuperBetter, Daily Feast o TruReach e ultimamente stanno ricevendo l’approvazione di alcuni professionisti del settore. La più diffusa, MoodGym, nata da un progetto della National Australian University, vanta più di 600 mila utenti in tutto il mondo, di cui 100 mila in patria, ed è esattamente quello che il nome suggerisce: una “palestra per l’umore”, che punta ad allontanare pensieri negativi con una serie di esercizi mentali. La chiamano “telepsichiatria”: secondo una ricerca pubblicata quest’estate sulla rivista dell’Associazione mondiale di psichiatria è un fenomeno in crescita costante, al punto che entro il 2020 «il 50 per cento delle prestazioni sanitarie saranno effettuate telematicamente», ma su cui mancano ancora dati certi.

Più recentemente il New York Times ha ospitato un dibattito tra quattro esperti. Le app possono aiutare a curare la depressione e l’ansia? Dror Ben-Zeev, psichiatra del college Dartmouth che ha condotto ricerche sulle terapie computerizzate, sostiene che possono aiutare anche pazienti affetti da malattie gravi: «Per esempio, quando individui affetti da schizofrenia utilizzano un’app che abbiamo sviluppato, di nome Focus, per la maggioranza di loro i sintomi di psicosi e depressione sono diminuiti». Il problema, sostiene, è che non tutte delle app disponibili si basano su ricerche scientifiche. Secondo Matthew Hertenstein, docente di psicologia all’università DePauw, nell’Indiana, la diffusione delle app anti-depressive va inserita nel generale trend del quantified self: monitorare la propria salute mentale con un’applicazione non è molto diverso dal registrare le calorie consumate, il battito cardiaco, il numero di passi fatti o di libri letti, con la differenza che «contare le calorie è un gioco da bambino rispetto a valutare qualcosa di complesso come la salute mentale». Hertenstein nota inoltre che la percentuale di abbandono è troppo alta: circa il 60 per cento delle persone che utilizzano un’app anti-depressiva senza il sostegno di uno psicologo in carne e ossa smettono di utilizzarle (tra chi invece le consulta in aggiunta a una terapia di persona, la percentuale scende al dieci).

Dunque le app vanno bene purché non sostituiscano il contatto umano, aggiunge Galit Atlas, ricercatrice della Nyu: «La ricerca dimostra che il successo di una terapia dipende dalla qualità della relazione con il terapeuta». Atlas, che segue un approccio psicoanalitico, paragona questo genere di app alla pornografia: «Sostituiscono una vera relazione con un’immagine bidimensionale», dice (metafora un po’ stantia, anche perché non risulta la pornografia sia un sostituto per il sesso tridimensionale). «Le terapie digitali funzionano, anche se ovviamente non sono una panacea», sostiene invece David Mohr, docente di medicina comportamentale alla Northwestern University: «Rispetto alle terapie a quattr’occhi hanno uno stile differente ma il medesimo obiettivo: aiutare le persone a capire le loro difficoltà e a intraprendere i passi necessari a ridurre i sintomi».

Wild Weather Hits Melbourne

Mettere tutte le app psico-terapeutiche in un unico calderone rischia di essere fuorviante, non solo perché, come faceva notare Ben-Zeev, lo psichiatra di Dartmouth, alcune sono il frutto di ricerche e programmi universitari, mentre altre non hanno alcuna base scientifica, ma anche perché partono da obiettivi molto diversi tra loro: per esempio alcune, come Start, vogliono aiutare i pazienti a monitorare i loro progressi per valutare l’eventuale efficacia (o inefficacia) di un intervento farmacologico, mentre altre, come MoodGym o SuperBetter, funzionano come una specie di allenatori digitali dell’umore, che spingono gli utilizzatori a porsi obiettivi per la giornata e sviluppare un’attitudine positiva.

Alcune delle più diffuse app anti-depressione seguono infatti un approccio cognitivo-comportamentale. Assai più diffusa nel mondo anglosassone che nell’Europa continentale, la psicologia cognitivo-comportamentale punta a contrastare il disagio mentale a partire dal comportamento: è radicalmente diversa, e molto più concentrata sui risultati a breve termine, dalla scuola psicoanalitica cui siamo più abituati in Italia e in Francia. Sei depresso? Non ti chiedo di parlarmi di tua madre o di raccontarmi i tuoi sogni, ma di porti degli obiettivi raggiungibili e sostituire pensieri negativi come “sono un fallimento” con alternative positive come “quando mi impegno riesco a fare bene le cose”. Anche quando avviene di persona, anziché su uno smartphone, la terapia cognitivo-comportamentale prevede esercizi da fare a casa. Non sorprende dunque che l’avvento della tele-psichiatria incontri i pareri favorevoli di esperti che, come David Mohr, già seguono questo approccio, mentre vengano accolti con scetticismo da professionisti che, come Galit Atlas, si rifanno a una scuola di pensiero psicoanalitica.

Questa differenza aiuta anche a capire come mai le app anti-depressione si stanno diffondendo maggiormente nel mondo anglosassone (in particolare Usa, Australia e Regno Unito), mentre restano ancora un fenomeno marginale in Europa. Forse, insieme alla terapia cognitivo-comportamentale e ai self-help books (i manualetti che ti migliorano la vita da cui pare che neppure David Foster Wallace fosse immune), anche le app anti-depressione fanno parte di quella che la filmmaker inglese Ruth Whippman definiva «la grande corsa americana verso la felicità»: quell’illusione – un po’ ansiogena, un po’ un gigantesco MacGuffin – che avere il controllo sulla propria esistenza sia possibile, tutta una questione di forza di volontà, e che la felicità sia un diritto da conquistare facendo i compiti a casa, anziché scavando nel passato.

Immagini: Getty Images.
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.