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14:40 venerdì 9 gennaio 2026
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.

Un rabbino, Google e un libro trafugato dai nazisti

18 Aprile 2013

Peter Schweitzer è un rabbino che vive a New York. Googlando il nome di un suo bisnonno – Franz Fuerstenheim, scappato dalla Germania negli anni Trenta, al compimento della scalata al potere di Adolf Hitler – la scorsa primavera ha trovato un oggetto che gli apparteneva: una pubblicazione coeva di un club alpino tedesco.

La scoperta di Schweitzer non è del tutto fortuita: la Zentral- und Landesbibliothek Berlin (Biblioteca centrale e regionale di Berlino) ha avviato un progetto che mira a restituire i libri confiscati dai nazisti agli ebrei di Germania che da anni popolano gli scaffali civici berlinesi.

La missione, ovviamente, è complicata: solo un quinto degli oggetti sequestrati hanno etichette o nomi di riconoscimento. Per tutti gli altri, risalire ai proprietari originari rasenta l’impossibilità.

A Schweitzer però è andata bene: «Il libro è un oggetto che non che non aveva un significato personale per me; non so leggerlo», ha dichiarato, non conoscendo il tedesco. Il discendente del proprietario originario però ha precisato: «Credo che ritrovare qualunque cosa appartenente ai miei parenti sia in qualche modo riparatorio».

(via)

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