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19:34 lunedì 2 febbraio 2026
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.

Un presidente a Charlotte

Al via la convention democratica. Obama fra fiere popolari, una città che non lo ama, i Castro e i Clinton

04 Settembre 2012

Charlotte – Nei giardini delle belle villette immerse nel verde nella prima periferia di Charlotte spuntano pochi timidi cartelli per Barack Obama. Ce n’è qualcuno in più per Mitt Romney, che in North Carolina è in vantaggio e potrebbe spuntarla alle elezioni presidenziali del prossimo 6 novembre. La presenza della convention democratica, che inizia questa sera, quasi non si sente. Strade alberate, portici, macchine che vanno tutte alla stessa moderata velocità e una doppia striscia continua di un giallo vivo che corre sull’asfalto e si interrompe solo agli incroci: la città sembra impassibile alla presenza delle alte sfere del partito democratico che nel fine settimana sono cominciate ad arrivare nei grandi alberghi del centro. Il caldo è piacevole, i grilli cantano senza sosta, i moscerini del sud non danno tregua.

All’ombra dei grattacieli di downtown invece è tutto pronto, ordinato, pianificato. Le strade sono chiuse e transennate dalla polizia, a piedi, a cavallo o in bicicletta, che controlla gli incroci con grossi manganelli di legno infilati nelle cinture. Intorno alla Time Warner Cable Arena le vie sono animate da un’atmosfera vivace, stimolata anche dal Labor Day, la festività che segna la fine delle vacanze americane. Su Tryon Street, appena sopra l’area principale della convention, è stata allestita una fiera di strada con le bancarelle del partito democratico, gli stand a sostegno della riforma sanitaria del presidente Barack Obama e un camion che promette l’appoggio degli ebrei americani al ticket presidenziale Obama – Biden. Ognuno ha una buona parola da spendere per la rielezione.

In giro c’è molta gente, quasi non si cammina. I tantissimi volontari, i sostenitori e anche i semplici curiosi indossano tutti qualche gadget elettorale. Una spilletta, un cappello, un cartello scritto a mano oppure una tshirt. Fra la folla aleggia un dolce odore di cibo che arriva dagli stand che servono pollo fritto e panini. In fondo alla strada, chiusa dalla polizia, è stato allestito un palco dove si alternano gruppi rock e speaker che incitano la folla a confermare Obama alla Casa Bianca. Nel pomeriggio hanno suonato anche Jeff Bridges e James Taylor.

L’atmosfera di Charlotte fa a pugni con quella più distaccata e quasi indifferente di Tampa, dove si è svolta la convention repubblicana. Tampa sembrava resistere all’arrivo della politica, Charlotte sembra invece amalgamarsi volentieri. Ad aiutare i democratici è però anche il piacevole sole che riscalda la città, oltre alla festività. Davanti al convention center, dove è stata allestita l’immensa sala stampa, c’è un unico manifestante, silenzioso e ignorato da tutti, con in mano un cartello. “Salviamo l’America e Israele”, si legge. “Rieleggere Obama significa perdere”. Poco dopo una violenta tempesta si è abbattuta su Charlotte.

L’Air Force One atterrerà mercoledì alle 2.45 alla North Carolina Air National Guard Base. Qualche ora dopo salirà sul palco l’ex presidente Bill Clinton. Ad aprire la convention saranno però questa sera la first lady Michelle Obama e il giovane sindaco di San Antonio Julian Castro, astro nascente del partito a cui è stato assegnato il keynote speech. Il discorso di Obama è invece in programma per giovedì al Bank of America Stadium, un colosso in cemento da quasi 75.000 posti che dovrà però essere abbandonato in caso di pioggia. Nei tre giorni il partito ha riservato ampio spazio alle donne e alle minoranze, importanti spicchi di elettorati su cui i democratici puntano forte e che saranno determinanti a novembre. In totale ci saranno 5.556 delegati. Fra loro ci sarà anche una signora del 1914, Elzena Johnson, e due ragazzi diciottenni. Charlotte si prepara così ad accogliere Obama, che ha scelto la North Carolina sopratutto per motivi elettorali. Questo è infatti uno dei pochi stati ancora indecisi dove si decide l’esito dell’elezione.

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