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09:27 giovedì 20 agosto 2026
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

La campagna pubblicitaria di Sydney Sweeney per American Eagle è sempre più un caso politico

Dopo le polemiche sullo slogan scelto per accompagnare le foto a difendere l’attrice è intervenuta anche la Casa Bianca.

01 Agosto 2025

«Sydney Sweeney has great jeans» è uno slogan che inneggia alla superiorità delle persone caucasiche e magre oppure no? Da giorni l’opinione pubblica statunitense discute in merito alla polemica scoppiata all’uscita della nuova campagna promozionale di American Eagle con protagonista l’attrice e modella statunitense Sydney Sweeney. Pronunciata in inglese infatti la frase che fa riferimento alla qualità dei jeans del noto marchio di moda statunitense ha un’assonanza con l’espressione «great genes», cioè una bellezza superiore a livello di Dna. È una pubblicità in linea con l’immagine che Sweeney ha costruito negli ultimi anni: l’attrice e produttrice si sta imponendo come la bomba sexy degli anni ’20, grazie alle sue proporzioni a clessidra: petto generoso, vita sottile e tanta consapevolezza e giocosità rispetto al suo sex appeal.

Una parte dei commentatori però non ha gradito il gioco di parole, leggendoci un messaggio implicito ben più pesante. Ad alcuni il riferimento alla genetica che rende Sweeney tanto attraente è sembrato ricollegarsi a vecchi discorsi che vogliono una superiorità naturale dei bianchi e dei magri sul resto della popolazione; superiorità che parte proprio dal Dna. L’azienda e la diretta interessata non hanno replicato alle polemiche, che ovviamente hanno regalato ancor più visibilità alla campagna promozionale. 

A difendere l’attrice ci ha pensato, a sorpresa, la Casa Bianca. Il responsabile delle comunicazioni della presidenza Steven Chung ha twittato in merito, postando uno screenshot di un articolo della NBbc che accusava la campagna di essere «una virata culturale verso l’esaltazione dell’essere bianchi» e commentando: «La cancel culture è fuori controllo. Questo pensiero liberale distorto, idiota e ottuso è una delle ragioni principali per cui gli americani hanno votato in questo modo nel 2024. Sono stanchi di queste stronzate».

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