Hype ↓
00:34 lunedì 12 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Un panzer al Colosseo

Storia di Miro Klose. Formidabile bomber da Mondiale, senza copertine

19 Ottobre 2011

Dicono che non sono cose che contano ma se di mestiere tiri calci a un pallone e per caso ti trovi alle spalle di Ronaldo e in compagnia di Gerd Muller in una classifica, qualcosa deve pur voler dire. Se poi la classifica è quella dei marcatori di sempre nella storia dei Mondiali – il mammasantissima delle competizioni calcistiche – e tu occupi la seconda posizione (a 14), sul podio dietro al Fenomeno (a 15) e prima di – per dirne solo pochi – Maradona, Pelé, Eusebio, Cruijff, Van Basten, Maradona, Di Stefano, Careca, Romario, Baggio, Rivera etc. etc. restiamo tutti d’accordo che non di sole statistiche vive il calcio, però ecco… insomma.

Miroslav Klose, 33 anni, nato a Opole, Polonia meridionale ma trasferito in tenera età in terra tedesca (anche se, dice, in casa con moglie e pargoli si parla polacco)  è un figlio d’arte (e) di sport – babbo calciatore (difensore, tra l’altro all’Auxerre) e mamma portiere di pallamano – oltre che uno tra i tanti, anzi uno tra i primi, ad aver seguito il felice iter d’integrazione nelle file della nazionale teutonica in cui ormai giocano più turchi e polacchi che bavaresi e che tante ottime cose ha portato alla causa tedesca negli ultimi tre mondiali (due semi e una finale).

Sarà per la faccia un po’ qualunque – a metà tra il bravo ragazzo e il chav di Slesia – sarà per i capelli brillantinati, sarà quel che sarà ma per ricevere la considerazione che meriterebbe, a Miro non basta, né è mai bastato, poter guardare dall’alto in basso il 99% del Pantheon del calcio in una delle classifiche che, se vogliamo proprio ragionare col metro dell’oggettività più assoluta, dovrebbe essere tenuta in considerazione tra gli strumenti principi per assegnare il titolo di miglior giocatore della storia. Che -ovviamente – non è Miro (semmai Ronaldo, ma nemmeno) e ci mancherebbe altro: i piedi sono quelli che sono e cioè non un granché e pure su altri fondamentali il polaccotedesco scricchiola. E però non mi/ci sembra nemmeno giusto o congruo per un Panzer d’altri tempi essere trattato sempre e comunque da comprimario. Quello che quando leggi la formazione prima della partita pensi: «Ah sì, è vero poi c’è anche Klose». La palla alla fine però la butta sempre dentro lui, mica gli altri. A cominciare da quel 1° giugno 2001, a Sapporo, quando in un Germania – Arabia Saudita (primo turno del girone del mondiale di Corea-Giappone, finito 8-0) a senso unico che più a senso unico non si può, si presentò al mondo con una tripletta tutta di testa (come pure gli altri due gol di quel mondiale chiuso alla fine a quota 5, un record) …e il giorno dopo stavano tutti a parlare di quanto era forte Ballack. Che tanto quel Klose lì… 3 gol all’Arabia Saudita li segna anche il mio portinaio.

Un po’ come se la “prima” sulla ribalta avesse instradato tutto il resto della sua carriera, il destino di Klose è sempre stato di essere quello che viene messo in ombra da “una storia più grande di lui”. Otto anni fa nella Germania c’era Ballack e gli ultimi rimasugli di Bierhoff; al Bayern c’erano prima Toni, poi Ribery e Robben; l’anno scorso in Sud Africa c’erano i “giovani turchi” Ozil, Kedira etc col loro calcio ineditamente speziato per gli standard luterani del Vusball germanico; mentre al Werder Brema e al Kaiserslautern… beh insomma se giochi al Werder Brema e al Kaiserslautern difficilmente il tuo volto coprirà una facciata dell’Empire State Buiilding. Eppure Klose, con fiero cipiglio slese, è andato dritto per la sua strada e ha fatto la sua carriera, ha dato le sue sponde, ha fatto i suoi movimenti utilissimi ad allargare il fronte d’attacco (chiedere l’anno scorso all’Inghilterra di Capello) per gli inserimenti dei laterali, ha preso e dato le sue botte in area di rigore e alla fine è sbarcato in Italia, alla Lazio, un po’ come una Volkswagen comprata con la formula “usato assicurato”. Ma soprattutto ha segnato caterve di gol, moltissimi decisivi, ovunque sia andato, ed eppure niente di tutto questo è bastato a farlo diventare una star di prima grandezza, di quelle contese dalle multinazionali del rasoio, per intenderci.  Niente è bastato a farlo uscire completamente dalla zona grigia del: «Ah sì, è vero, poi c’è anche Klose».

Fino a quando non “mette” il gol decisivo contro la tua squadra – come è accaduto domenica sera nel derby di Roma – e la frase di cui sopra acquista tutto un altro sapore.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.