Hype ↓
12:58 giovedì 15 ottobre 2026
Israele ha bloccato la costruzione di una base militare del Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace di Trump ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere a Gaza. Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e lo devi innaffiare Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.
Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa hanno fatto una videocall per annunciare l’arrivo della nuova stagione di Girls Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.

Un caffè con Jeremy Hackett

Abbiamo parlato con l'imprenditore di uno dei brand simbolo dell'eleganza inglese, che ci ha raccontato i legami del suo marchio con l'Inghilterra, la tradizione del polo, il fascino del tennis del Queen's e il ritorno dei giovani al sartoriale.

17 Giugno 2014

Un caffè da Mr Hackett – l’uomo che dal 1979 ridefinisce continuamente i classici maschili made in Uk – in cui si è parlato ovviamente di uomini e vestiti, ma soprattutto della vicinanza del suo marchio con un certo modo di intendere lo sport: dal polo ai verdissimi (e molto inglesi, of course) campi da tennis del Queen’s, il torneo dell’eleganza per eccellenza, che segna l’inizio dell’estate britannica e di cui Hackett London vestirà giudici e stewart.

Studio: Eleganza a bordo campo e un certo modo composto di intendere lo sport sono ormai parte del dna di Hackett London.

Hackett: Assolutamente. Molti nostri clienti amano e praticano lo sport quindi per noi è un mondo naturale dove comunicare Hackett. Conta poi che il nostro legame con l’Inghilterra è fortissimo e se c’è una cosa in cui noi inglesi siamo bravi è creare l’evento, curando il contorno delle manifestazioni sportive. E agli eventi, che sia tennis, o rugby, o polo, da che mondo e mondo le persone vogliono ben figurare. È tipico della nostra tradizione: prendi Ascott, la celebre corsa dei cavalli, avrebbe un’aura diversa senza gli abiti del pubblico.

Dove nasce questo matrimonio fra Hackett e lo sport made in Uk?

È nato tutto col polo, in maniera abbastanza casuale. Siamo entranti in quel mondo nel 1986 perché due dei nostri clienti più affezionati, i quali erano ufficiali dell’esercito, sono venuti un giorno da noi chiedendoci se avremmo loro sponsorizzato una squadra. Ci siamo detti “perché no”. Ovviamente ci hanno comunicato che gli sarebbero servite delle maglie da gioco col nostro nome; conta che fino a quel punto noi non avevamo mai messo il nome Hackett London su nessun capo di nessun tipo. Quindi abbiamo fatto le maglie solo per la squadra, senza nessuna intenzione di venderle. Poi i ragazzi che lavoravano in negozio ci hanno chiesto se potevano averle anche loro, a quel punto qualche cliente ha iniziato a chiederle a sua volta. Così ne abbiamo prodotte un po’ e un sabato le abbiamo messe in vendita: a fine giornata erano esaurite. Da lì sono diventate un classico per noi, continuiamo a venderne molte.

Quindi la diverte ancora collaborare col mondo del polo.

Sì, molto. Sponsorizziamo dal 2005 una prestigiosa partita di polo, la Rundle Cup, che vede l’esercito giocare contro la Marina. Si svolge in campagna e tutte le famiglie locali vengono e si uniscono agli ufficiali per un grande picnic. Veramente molto inglese, una giornata fantastica. Il polo per noi è stato un successo inaspettato. Ora siamo coinvolti anche nel chiama British Polo day, match che promuovono questa disciolina in giro per il mondo col supporto di alcune aziende britanniche. Ad aprile si è svolto al club del polo di Dubai, dove sono stato invitato. L’ho trovato fantastico: expats inglesi, gentlemen locali, un mix davvero interessante.

Pare che per lei lo sport sia soprattutto una grande occasione per ripensare il formale maschile.

Si, la sartoria sta vivendo un grande revival. Usare il polo o il tennis come veicolo, credo sia un bel modo per presentare il sartoriale in maniera rilassata, senza bisogno di ricorrere agli stereotipi austeri della City.

Veniamo al tennis, altra collaborazione felice per voi.

Adoro l’atmosfera di Wimbledon e del Queen’s, in Inghilterra segnano l’arrivo dell’estate. Per questo sono molto contento di lavorare in partnership col Queen’s, il torneo di tennis elegante per antonomasia. Nella mia visione romantica – poi la realtà e ovviamente diversa – gli spettatori uomini lì vestono abiti di lino, panama, pantaloni kaki. Per le divise dello staff mi sono infatti rifatto a questi concetti: vestiranno blazer e chino blu navy, camicie di lino. Il punto è il sartoriale in una nuova veste, formale ma rilassato.

A proposito, pensa che sia un buon momento per il formale maschile?

Sì, lo trovo molto divertente. Succedono cose curiose: nuove generazioni di giovani uomini che tornano al sartoriale probabilmente come reazione ai loro padri che spesso e volentieri hanno preferito le scarpe sportive. È un ciclo. Nel nostro negozio a Londra abbiamo aumentato molto l’attività sartoriale su misura: c’è voglia di distinguersi, è di nuovo il gusto individuale che prende il sopravvento. Alcuni clienti sono molto giovani e hanno una conoscenza della materia e una ricercatezza per i dettagli sorprendenti. Lo trovo uno degli aspetti più interessanti del mio lavoro oggi.
 

Dal numero 20 di Studio, in edicola.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.