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L’Ucraina aiuterà gli Stati Uniti ad abbattere i droni iraniani perché sa già come si fa visto che sono gli stessi droni che usa la Russia

Non c'è un esercito in Europa, e forse nel mondo, che conosca i famigerati droni Shahed come li conosce l'esercito ucraino.

06 Marzo 2026

La somiglianza tra i droni che da quattro colpiscono le città ucraine e quelli utilizzati dall’Iran in questi giorni è così evidente che l’Ucraina ha offerto agli Stati Uniti – e a tutti coloro che ne avessero bisogno – una mano per abbatterli. A dichiararlo è stato lo stesso Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy che nella serata di mercoledì 6 marzo ha detto di aver parlato con i leader di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Giordania e Kuwait in merito a una possibile cooperazione. Tuttavia, l’assistenza ucraina nella lotta contro i droni iraniani sarà fornita solo se non indebolirà le difese dell’Ucraina stessa e se rafforzerà gli sforzi diplomatici di Kiev per fermare l’invasione russa. Trump in un’intervista concessa a Reuters ha dichiarato che: «Certamente accetterò qualsiasi aiuto da qualsiasi Paese».

In quattro anni di conflitto l’Ucraina sia diventata anche un laboratorio per la difesa europea e occidentale. Gli ingegneri ucraini hanno aperto la strada per la produzione e sviluppo di apparecchiature a basso costo (circa un migliaio di dollari per unità) per abbattere i droni, riscrivendo le regole della difesa aerea e attirando l’interesse di molti altri Paesi. Tra queste apparecchiature, gli ucraini hanno sviluppato droni intercettori progettati specificamente per cacciare e distruggere gli Shahed (che sono proprio i droni prodotti e impiegati dall’Iran). Come riporta il Guardian, il capo della Commissione per gli Affari esteri del Parlamento ucraino, Oleksandr Merezhko, ha spiegato che «Russia e Iran sono stretti alleati che agiscono di concerto: l’Iran fornisce armi e la Russia aiuta l’Iran a sviluppare la sua industria della difesa».

I Paesi europei hanno ricevuto il primo campanello d’allarme nel settembre dello scorso anno sulla mutata natura della difesa aerea quando la Polonia ha mobilitato risorse militari multimilionarie, tra cui caccia F-35 e F-16 ed elicotteri Black Hawk, in risposta alle violazioni dello spazio aereo da parte di droni a basso costo (basti pensare che un drone Shahed costa circa 50 mila dollari, mentre armare e far volare un F-35 costa diversi milioni). Zelenskyy ha annunciato all’inizio di quest’anno che l’Ucraina avrebbe iniziato a vendere anche ai Paesi alleati i sistemi collaudati in battaglia.

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