A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di 8½ di Fellini
E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
Dopo il gran successo riscosso da Metropolis di Fritz Lang e dalla serata (sold out) dedicata alle composizioni di John Williams, la Filarmonica di La Scala di Milano sembra intenzionata a inserire stabilmente nel suo programma concertistico anche la musica scritta per il cinema. È stato annunciato che alla stagione concertistica già programmata per il prossimo triennio verrà aggiunto un appuntamento annuale del ciclo Fotogrammi, dedicato ai cineconcerti. Si tratta di esecuzioni dal vivo, sempre più popolari, che consistono nel proiettare un film ed eseguirne dal vivo, durante la visione, l’intera colonna sonora.
Ora La Scala ha deciso di inserire stabilmente questi spettacoli nel suo programma e di portarli ai massimi livelli in fatto di esecuzione orchestrale dal vivo. Il primo appuntamento è fissato per il 29 novembre, in una data di pregio, nel pieno dell’alta stagione concertistica che segue la Prima e precede le festività natalizie. Il primo cineconcerto avrà per protagonista un film che la storia del cinema l’ha cambiata: 8½ di Federico Fellini verrà proiettato in sala mentre la Filarmonica ne eseguirà la leggendaria colonna sonora, firmata da Nino Rota. A condurre l’orchestra sarà un altissimo esponente del genere e grande esperto di cinema muto: Timothy Brock. I cineconcerti, infatti, traggono ispirazione proprio dall’epoca del muto, quando i film venivano proiettati sullo schermo mentre uno o più musicisti – di solito si trattava di un pianista – eseguivano una colonna sonora improvvisata dal vivo
Brock è considerato uno dei massimi esperti del mondo di restauro di colonne sonore del cinema muto, spesso sopravvissute solo parzialmente e con interpretazioni contrastanti degli spartiti rimasti. È stato lo stesso musicista e direttore d’orchestra a spiegare il valore unico di quest’operazione: «Fino a poco tempo fa, ascoltare queste colonne sonore eseguite dal vivo era un privilegio riservato esclusivamente a chi era stato coinvolto nella produzione del film. Ora invece il pubblico ha l’opportunità di ascoltare la musica che conosciamo come amanti del cinema in un modo unico e intimo, con l’orchestra proprio davanti a sé».
Negli anni Brock ha lavorato alla ricostruzione delle tracce musicali di pellicole mute degli anni Venti e Trenta del secolo scorso firmate da grandi compositori, come quella di Entr’acte di Erik Satie e di New Babylon di Šostakovič. Da più di trent’anni collabora con le più grandi orchestre al mondo e con gli eredi della famiglia Chaplin alle edizioni critiche delle sue colonne sonore, a cui sarà dedicato il secondo appuntamento “cinefilo” di Fotogrammi: il 20 dicembre 2027 alla Scala verrà proiettato Tempi Moderni, nell’anno che segna il mezzo secolo dalla scomparsa di Chaplin. Nel 2028 il concerto sarà legato a un altro omaggio: quello a Ennio Morricone, a un secolo dalla sua nascita, concentrandosi sul suo sodalizio creativo con Sergio Leone.
A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.