L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente
Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
In un’epoca che sembrava aver giurato morte alla banconota, il contante sta vivendo una paradossale risurrezione come asset di sicurezza nazionale. L’ha detto anche la banca centrale dell’Estonia, a inizio aprile: tenetevi del cash in casa, di questi tempi. Se la digitalizzazione dei pagamenti è ormai una prassi consolidata, la vulnerabilità dell’infrastruttura tecnologica ha spinto governi e banche centrali, da Tallinn a Varsavia, a rispolverare il valore del denaro sonante. Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario capace di garantire la sopravvivenza quotidiana nel caso i circuiti digitali smettano di rispondere.
Come scrive Euronews, il ritorno alle scorte di banconote si deve però al fatto che l’Europa ha realizzato di essere pericolosamente dipendente dai giganti americani del credito, con Visa e Mastercard che gestiscono circa i due terzi delle transazioni nell’Eurozona. In origine, il progetto dell’euro digitale, previsto per il 2029, nasce proprio come risposta strategica per svincolare il continente da intermediari privati extra-UE. Il piano dovrebbe offrire sicurezza a una moneta pubblica capace di operare anche in modalità offline.
A “remare contro” il ritorno del contante in strade, tasche e negozi sono anche le nuove normative UE sui prelievi dagli sportelli automatici. A partire dal 2027, gli Stati membri saranno tenuti a fissare limiti alle transazioni in contanti. In base alle norme previste, i prelievi superiori a 10.000 euro (o l’equivalente in valuta locale) potrebbero essere soggetti a requisiti aggiuntivi, tra cui la necessità di un documento di identità e, in alcuni casi, l’approvazione da parte delle istituzioni competenti.
L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
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