Hype ↓
19:28 giovedì 4 giugno 2026
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.

Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra

I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.

20 Aprile 2026

Gli architetti e i fotografi descrivono spesso Milano come una città che introietta la sua bellezza, nascondendo i suoi tesori dietro i portoni, nei cortili dei suoi palazzi signorili e nei dettagli delle sue case di ringhiera. O almeno un tempo era così, quando nel dopoguerra e durante il boom economico la città è stata ricostruita per ospitare le ricche famiglie borghesi, la classe media e operaia. Tutte le classi sociali erano accomunate dall’opera di grandi architetti che hanno lavorato per creare case e palazzi di comunità; funzionali, razionali e belle da vedersi. Le case di ringhiera sono nate così e sono diventate parte dell’identità cittadina.

La bellezza delle case di ringhiera è ancora visibile a Milano, ma è diventata una commodity, fruibile dai lavoratori che sognano di trovare casa in città solo tramite i caroselli di foto estetizzanti su Instagram. Se ne sono accorti anche all’estero: il Financial Times ha dedicato un lunghissimo approfondimento su come una città un tempo pianificata per ospitare tutti i suoi abitanti in case comode e belle ormai sia più inaccessibile di Londra per chi non è ricco. Il rapporto tra reddito personale e prezzi immobiliari a Milano (un indicatore classico per misurare l’accessibilità abitativa di una città) è ora peggiore di quello londinese, metropoli famigerata per i suoi alti costi in fatto di case e affitti. 

Secondo il Financial Times a cambiare la «città più europea d’Italia» è stata la crescente desiderabilità di Milano come meta prima turistica, poi abitativa. La sua attrattività, cresciuta sempre più nel post Expo, post Brexit e post pandemia, ha infatti fatto lievitare il costo di mutui e affitti. Secondo i dati di Immobiliare.it, i prezzi delle case a Milano sono saliti del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento, spingendo i milanesi fuori dalla loro città, alla ricerca di case che si stanno facendo sempre più care anche in periferia e in provincia. Nel giro di una generazione, le case di ringhiera milanesi si sono quindi svuotate di famiglie locali e lavoratori a reddito medio-basso, rimanendo immutate e “popolari” solo all’esterno. All’interno più appartamenti sono stati uniti in senso verticale o orizzontale, creando abitazioni di lusso al posto delle vecchie case popolari. Appartamenti carissimi e inaccessibili ai più, ma comunque più abbordabili dell’alternativa milionaria dei nuovi grattacieli spuntati nel cuore finanziario della città. 

Un cambiamento così profondo che chi, come il fotografo Virgilio Carnisio, ha passato la sua vita a fotografare Milano e le sue case, le vede adesso come bellissimi gusci vuoti. Nella lunga intervista al fotografo che apre il racconto del Financial Times, Carnisio spiega di non apprezzare nemmeno i cortili ricoperti di piante che abbelliscono quelle che sono diventate le case dei ricchi a Milano. Una volta, spogli o popolati da piccole officine e negozi di quartiere, a suo modo di vedere erano «più onesti, più gentili».

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