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Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+

Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

11 Febbraio 2026

A New York, nel Greenwich Village, a Christopher Park, c’è un monumento che ricorda e celebra i moti di Stonewall, momento e luogo simbolo, evento fondativo di quello che oggi conosciamo come movimento Lgbtq+ ma che all’epoca veniva più esattamente definito movimento di liberazione delle persone gay.

Su quel monumento, fino a ieri, era legata una bandiera arcobaleno, come è ovvio e giusto che sia. Oggi, quella bandiera non c’è più: è stata rimossa in ottemperanza a una circolare dello U.S. Department of the Interior, pubblicata lo scorso 21 gennaio. Nella circolare si legge che i monumenti e gli edifici che rientrano nella giurisdizione dello U.S. General Services Administration – un ente che gestisce appalti, forniture, logistica e spazi della pubblica amministrazione, per certi aspetti simile all’italiana Consip – «non sono da intendersi come piattaforme di libertà d’espressione messe a disposizione del pubblico». Al di là del linguaggio burocratese, in tanti, quasi tutti, a New York hanno inteso quello che c’è da intendere: questo è l’ennesimo messaggio politico, alquanto minaccioso, che l’amministrazione Trump manda alla comunità Lgbtq+.

Il Presidente del borough di Manhattan, Brad Hoylman-Sigal, ha definito la rimozione della bandiera arcobaleno come «un oltraggio che colpisce al cuore il movimento per i diritti umani che chiamiamo comunità Lgbtq. […] Stonewall è il luogo di nascita di questo movimento per i diritti umani e il fatto che il nostro governo federale, che Donald Trump, rimuovano questa bandiera che per decenni ha qui sventolato orgogliosa è un affronto ai newyorchesi e a tutti gli americani che hanno a cuore i diritti umani». Nonostante le parole di Sigal – e non solo le sue, l’indignazione per questa iniziativa del governo è stata piuttosto diffusa – l’amministrazione Trump finora non ha fornito risposte. Anche perché, va detto, non ne ha bisogno, tutte le spiegazioni sono in quella circolare, in cui si legge anche che «solo la bandiera degli Stati Uniti, quelle del Department of the Interior e quella dei POW/MIA (la bandiera della National League of Families of American Prisoners and Missing in Southeast Asia, ndr) possono sventolare negli spazi pubblici in cui il National Parks Service è responsabile della manutenzione, pulizia e installazione della bandiera e dell’asta a cui quest’ultima è attaccata». Nella stessa circolare sono concesse delle eccezioni in cui altre bandiere, oltre a quelle appena citate, possono essere attaccati in questi luoghi e a questi monumenti. «Ma solo per un periodo di tempo limitato e come espressione delle posizioni ufficiali del governo federale», si precisa. 

Lo stesso governo federale, nel 2016, quando il Presidente era Barack Obama, aveva designato lo Stonewall Inn e l’area circostante un monumento nazionale, riconoscendolo ufficialmente come il luogo in cui, il 28 giugno del 1969, aveva avuto inizio il movimento statunitense per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

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