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08:22 mercoledì 13 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Persino Netanyahu si è messo a ridere quando Trump ha detto di voler fare di Gaza “la Riviera del Medio Oriente”

05 Febbraio 2025

«Gli Stati Uniti prenderanno possesso della Striscia di Gaza e ci faranno un bel lavoro. Sarà di nostra proprietà e ci prenderemo la responsabilità di disinnescare tutte le bombe inesplose, che sono pericolose, e togliere di mezzo tutte le altre armi. Mettere tutto a posto, liberare la zona dalle macerie degli edifici distrutti, dare inizio a una crescita economica che porterà un numero infinto di posti di lavoro e di abitazioni per le persone del posto, fare una cosa fatta per bene, una cosa diversa». Questo il futuro che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha in mente per la Striscia di Gaza: farne la «Riviera del Medio Oriente», ha detto. Una località turistica. Di lusso, ovviamente.

Ovviamente, in questo piano non rientrano i palestinesi che nella Striscia ci vivono: quelli bisognerebbe “spostarli” (chissà, magari è già pronto un piano di remigrazione, come lo stanno definendo diversi politici e giornalisti, di pulizia etnica) da qualche altra parte, cosa di cui comunque Trump non sembra crucciarsi granché perché, ha detto, in fondo chi mai può voler vivere in un posto come la Striscia di Gaza così com’è adesso, ha detto. Già, chi mai può volere vivere in un «demolition site», come lo ha definito il Presidente.

Foto di Andrew Caballero-Reynolds (AFP via Getty Images)

Le reazioni a queste parole di Trump, pronunciate durante una conferenza stampa tenuta assieme al Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a Washington in visita ufficiale, le potete immaginare. Tutti i Paesi arabi lo hanno definito con un aggettivo  variazione sul tema del “delirante”, persino l’Arabia Saudita, storico alleato degli Stati Uniti, ha detto che questa proposta di Trump è irricevibile e che il riconoscimento di Israele da parte di Paesi come, appunto, l’Arabia Saudita passa necessariamente dal riconoscimento dello Stato di Palestina. Ma la reazione che dice più di tutte le altre è stata quella di Netanyahu. Come ha scritto Stephen Collison su Cnn, «nemmeno lui riusciva a togliersi il sorrisetto dalla faccia». Un’ora fa, il Presidente israeliano ha pubblicato un post su X a suggello della sua visita a Washington: «Presidente Trump, lei è il migliore amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca».

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