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07:21 lunedì 10 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

C’è un’indagine per scoprire il motivo per cui Travis Scott non ha messo di suonare

08 Novembre 2021

Su TikTok circolano dei video agghiaccianti: in alcuni si sentono le grida d’aiuto che emergono tra i cori, in altri si vede una ragazza che sale sul palco e cerca inutilmente di attirare l’attenzione di un tecnico gridando «Qualcuno sta morendo, fermate il concerto». In altri si vede Travis Scott che sorride e annuisce guardando il pubblico, ignaro del disastro in corso proprio davanti a lui o perlomeno non pienamente consapevole della gravità della situazione, quando la violenza di un’onda umana composta da più di 50mila persone ha schiacciato i fan contro le transenne, causando la morte di otto persone di età compresa tra i 14 e i 27 anni e ferendone centinaia. Secondo lo Houston Chronicle, che ha esaminato video e social media, i primi problemi sarebbero iniziati alle 21:39, ma l’artista ha terminato il concerto alle 22:15, 36 minuti dopo che il disastro era evidente. Anche il Washington Post ha sottolineato come il concerto di venerdì 5 novembre sia andato avanti per circa un’ora nonostante il pubblico fosse in grave difficoltà.

@tizzyentASTROWORLD: They stormed the venue.♬ original sound – TizzyEnt

Come riportato dal Guardian, Travis Scott è stato citato in giudizio per aver «incitato al caos». Oltre alle sue responsabilità (e quelle del suo ospite Drake), l’inchiesta dovrà analizzare i gravi problemi di sicurezza che si erano manifestati già nel pomeriggio, quando un’orda di fan ha forzato le fragilissime barriere che delimitavano l’ingresso ed è riuscita a entrare. La quantità di persone presenti al concerto, quindi, era nettamente superiore al previsto. Ma ci sono altre questioni: ad esempio sono emersi dei video che mostrano il momento in cui l’area Vip viene prontamente evacuata, come a dimostrare che lo staff era al corrente di quello che stava succedendo, ma non avrebbe messo in sicurezza per tempo il resto dei partecipanti. Nelle ore successive alla tragedia si sono addirittura fatte strada alcune teorie (piuttosto improbabili) legate al presunto satanismo di Travis Scott: secondo chi le sostiene, molte caratteristiche del grande evento, dall’estetica “infernale” al messaggio «See you on the other side», emanavano evidenti vibrazioni sinistre e i morti non sono altro che vittime sacrificali del rituale messo in piedi dall’artista, che non si sarebbe fermato proprio perché quello che stava succedendo era previsto. Da parte sua il rapper ha pubblicato delle Stories in cui si è definito «totalmente devastato» e ha condiviso le sue preghiere per le famiglie delle vittime.

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