Sotto la superficie di un film sexy e amaro, si nasconde la storia più vecchia e importante del mondo: quella di persone che cercano di ricominciare dopo che tutto è andato storto.
Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto
Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.
T è il titolo del prossimo film di Francesco Sossai, e il tanko era il blindato fatto in casa con cui un gruppo di indipendentisti veneti – poi ribattezzati Serenissimi dai media – arrivò in piazza San Marco nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1997. Dopo Le città di pianura, il regista ha tenuto fede alla sua promessa (che in questa intervista ci aveva descritto come una “condanna”) di continuare a raccontare il Veneto finché il Veneto gli darà storia da raccontare. Il film è in preproduzione e in questi giorni è aperto il casting per scegliere le comparse. Di trama, cast principale e tempi di uscita non si sa ancora niente.
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I Serenissimi erano nove, partirono dal padovano con un camper rubato e un camion che trasportava il tanko, e poco dopo mezzanotte salirono sul traghetto di linea dell’ACTV diretto al Lido. Alcuni di loro, in tuta mimetica e con un mitra Beretta MAB 38, raggiunsero la cabina di comando e ordinarono al comandante di portare la motozattera in piazza San Marco. Sbarcati, una parte del gruppo occupò la piazza fingendo di tenerla sotto tiro con l’autoblindo, che non aveva alcun armamento. Gli altri sfondarono la porta del campanile, salirono fino alla cella campanaria e ci issarono la bandiera con il leone alato. Era quello, dissero poi, il loro vero obiettivo. Issare una bandiera, non liberare finalmente il Veneto dall’invasore italiano.
Quello che si intuisce è perché Sossai abbia scelto proprio questa storia. Il suo cinema, come ha raccontato lui stesso, prova a descrivere una generazione e un territorio mescolando realtà, ironia e malinconia, e la vicenda dei Serenissimi ha tutti e tre gli ingredienti: un’impresa che sembra uscita da una commedia dell’assurdo e che dentro contiene l’identità territoriale, la provincia, la politica, il bisogno di appartenere. L’impresa del ’97 finì, tra l’altro, in maniera assai cinematografica: con il blitz dei carabinieri del Ros sul campanile di San Marco e con il tanko sotto sequestro in piazza. Se Sossai volesse, un sequel di T. sarebbe già pronto: già ci immaginiamo il biopic dedicato a Flavio Contin, noto come “il vecio” della Veneta Serenissima Armata (questo il nome ufficiale della banda), che nonostante l’età avanzata (83 anni) e nonostante avesse già subito pesanti conseguenze penali dopo la presa di piazza San Marco, nel 2014 ci ricascò: le forze dell’ordine trovarono in casa sua dei cannoncini e, soprattutto, un nuovo mezzo blindato fatto in casa. Lo aveva chiamato Tanko 2.0.